Il Capo dello Stato Mattarella e il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte
in foto: Il Capo dello Stato Mattarella e il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte

Sei ministri su 18, sette se si include anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il nuovo governo giallo-verde o giallo-blu, nato sulla base del "contratto" tra MoVimento 5 stelle e Lega, parla lombardo. C'era probabilmente da aspettarselo, considerando la presenza del Carroccio. Ma i freddi numeri, comunque, sorprendono. Sette membri della squadra di governo sono nati in Lombardia: i nomi più politicamente "pesanti" sono quelli del sottosegretario Giancarlo Giorgetti, originario di Cazzago Brabbia (Varese) e naturalmente del leader della Lega, il milanese doc Matteo Salvini, che si appresta a diventare il nuovo ministro dell'Interno oltre che il vicepresidente (assieme a Luigi Di Maio) del nascente governo. Sono però in buona compagnia: il neo ministro dell'Istruzione è il milanese Marco Bussetti, al dicastero delle Politiche agricole andrà il pavese Gian Marco Centinaio e alla Farnesina prenderà posto il lodigiano Enzo Moavero Milanesi, di Cavenago d'Adda. E ancora, del governo che si appresta a giurare nel primo pomeriggio di oggi e che lunedì si presenterà in Parlamento per chiedere la fiducia, faranno parte anche il cremonese Danilo Toninelli (nato a Soresina, sarà ministro delle Infrastrutture) e il mantovano Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali e del turismo.

Due dei ministri lombardi sono della Lega

Tre di questi ministri "lombardi" figurano nell'elenco dei tecnici, anche se due sono espressione dei partiti: Bussetti, in quota Lega, è a capo dell'ufficio scolastico regionale della Lombardia, mentre Bonisoli (in quota M5s, si era anche candidato lo scorso 4 marzo alla Camera senza però venire eletto) è il direttore della Naba, la Nuova accademia di belle arti di Milano. Moavero Milanesi è il più "politico" tra i tecnici e anche la figura forse più distante dalle due forze politiche espressione di questo governo: il giurista, la cui famiglia discende dalla dinastia dei Bocconi (i fondatori dell'omonima università privata milanese), ha già fatto parte dei governi guidati da Mario Monti ed Enrico Letta, in entrambi i casi come ministro per gli Affari europei. Altri tre esponenti del governo "lumbard" sono diretta espressione del Carroccio: Salvini, Centinaio e Giorgetti. A completare lo schieramento l'unico pentastellato nato in Lombardia, Danilo Toninelli: ormai da anni uno dei politici (o portavoce, che dir si voglia) più in vista del M5s.

Le altre regioni più rappresentate nel governo sono Veneto e Sicilia

Completando, per mera curiosità, l'analisi sulle provenienze geografiche dei ministri del nascente governo guidato da Giuseppe Conte, si scopre che al secondo posto tra le regioni più rappresentate ci sono la Sicilia e il Veneto, con tre ministri a testa: i siciliani Giulia Bongiorno (palermitana, alla Pubblica amministrazione), Alfonso Bonafede (trapanese di Mazara del Vallo, alla Giustizia) e Giulia Grillo (catanese, ministra alla Salute) e i veneti Riccardo Fraccaro (ministro per i Rapporti col Parlamento e la democrazia diretta, nato a Montebelluna, in provincia di Treviso), Lorenzo Fontana (ministro per la Disabilità, veronese) ed Erika Stefani, ministra per gli Affari regionali e le autonomie nata a Valdagno, in provincia di Vicenza. Laziali, precisamente romani, sono il neo ministro dell'Economia Giovanni Tria e la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta. Dalla Campania, oltre al vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, di Pomigliano d'Arco, viene anche il ministro per l'Ambiente, il generale dei carabinieri Sergio Costa, napoletano doc. Esprimono un ministro a testa la Sardegna, con il contestato neo ministro agli Affari europei Paolo Savona, nato a Cagliari, e la Puglia: è infatti leccese la ministra per il Sud Barbara Lezzi. Ma anche il neo presidente del Consiglio Conte ha origini pugliesi: è nato a Volturara Appula, in provincia di Foggia.