Inevitabile e sicuramente secondario effetto dell'emergenza Coronavirus rispetto a quelli sanitari sarà lo slittamento dell'apertura della nuova linea della metro di Milano, la M4. Un ritardo non quantificabile, secondo quanto ha spiegato il presidente di M4 Fabio Terragni: "Abbiamo cercato di mantenere in piedi l'attività dei lavori della M4, ma i problemi sono molto drammatici e non possono che aver ripercussioni sui lavori. Solo quando avremo chiaro la situazione, sapremo quanto sarà il ritardo che sicuramente in questi giorni abbiamo accumulato".

Le parole di Terragni sono arrivate nel corso della commissione consiliare Lavori pubblici e urbanistica che si è svolta nel pomeriggio di oggi in videoconferenza. Le due "talpe", i maxi escavatori che stanno ultimando le gallerie della nuova metro, sono ferme dall'8 marzo all'altezza del manufatto Vettabbia e della Stazione De Amicis per la mancanza di operai, molti dei quali rientrati nelle loro regioni di provenienza. I lavori, che dalla prima settimana di marzo procedevano a ritmo ridotto, si sono fermati completamente "con l'ordinanza del ferma cantieri del 22 marzo", come ha sottolineato l'assessore ai Lavori pubblici di Milano Marco Granelli.

Prima dell'emergenza Coronavirus il presidente Terragni aveva confermato in un'intervista a Fanpage.it il cronoprogramma dei lavori: "Gennaio 2021 per il tratto da Linate a Forlanini (che doveva aprire per l'Expo del 2015, ndr), gennaio 2022 fino a Dateo, luglio 2022 fino a San Babila e a luglio 2023 per l'intera tratta". Oltre ai lavori della M4 a Milano sono fermi anche i cantieri di Atm. In tutto il capoluogo lombardo, ha aggiunto Granelli, sono stati fermati 159 cantieri: ne restano attivi 24, quelli per mandare avanti i lavori pubblici considerati "essenziali", "urgenti", per motivi di "sicurezza", o che sono attinenti ai "servizi sanitari o di protezione civile".

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837