Oltre 4 milioni di euro in tre anni. È quanto il Comune di Milano ha recuperato dai "furbetti" che fanno dell'evasione fiscale il proprio credo. Le ingenti entrate sono frutto dell'accordo siglato nel novembre del 2011 tra Palazzo Marino, l’Agenzia delle Entrate e la guardia di finanza. Un accordo siglato anche da altri Comuni d'Italia, ma che a Milano rende decisamente di più. Una somma in costante crescita: dai 950mila euro del 2012 agli 1,6 milioni nel 2013, fino ai 2 milioni e 138mila euro del 2014. Entrate che potranno ancora aumentare: se 553 casi sospetti di evasori si sono rivelati fondati, infatti, ce ne sono quasi duemila in attesa di ulteriori accertamenti.

Gli evasori stanati anche grazie ad Area C

Il meccanismo per stanare gli evasori è stato incrociare le diverse banche dati dei tre enti. Grazie ad alcuni software poi è possibile evidenziare alcune anomalie tra parametri decisamente inconciliabili: il pagamento della tassa rifiuti da parte di alcune attività con l'assenza di una partita Iva a loro intestata o la concessione di pass sosta per i residenti o dei bonus per gli ingressi in Area C con gli albi che indicano chi è residente all'estero. I nodi, prima o poi, vengono al pettine: così come le anomalie tra chi ha buste paga normali, ma ha poi un tenore di vita incompatibile con i guadagni dichiarati.

Il vicesindaco e assessore al Bilancio Francesca Balzani – della quale si parla anche come possibile candidata sindaco alle prossime Comunali 2016 -,  illustrando i dati sul recupero dell'evasione in commissione consiliare si è detta particolarmente soddisfatta non solo per il numero delle segnalazioni, ma anche per la loro qualità: "Sono state segnalazioni senza necessità di ulteriori indagini".