Lutto cittadino oggi a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, per i funerali di Zina Solonari, la 36enne uccisa lo scorso sabato dal marito. Nel comune bergamasco, come aveva anticipato la sindaca Chiara Drago, durante tutta la durata delle cerimonia funebre saranno esposte le bandiere a mezz’asta e saranno sospesi i servizi pubblici e comunali. La prima cittadina, in un'ordinanza, ha inoltre invitato la cittadinanza a partecipare al lutto osservando un minuto di silenzio e, nel caso dei commercianti, abbassando le saracinesche dei negozi. I funerali si svolgeranno alle 10, con rito cristiano-ortodosso, nella chiesa parrocchiale di Cologno, dove per l'occasione arriverà un prete ortodosso da Bergamo. Zina Solonari era originaria della Moldavia: si era trasferita 15 anni fa in Italia e 13 anni fa aveva sposato l'uomo che poi l'ha uccisa, il 47enne Maurizio Quattrocchi. La salma di Zina, restituita alla famiglia dopo l'autopsia eseguita lunedì, sarà esposta brevemente nell'abitazione in cui aveva vissuto, in via Bergamo, per la camera ardente. Poi il feretro verrà portato in corteo fino in chiesa: dopo i funerali il corpo della 36enne sarà seppellito nel cimitero del paese.

Ai funerali si prevede una partecipazione massiccia da parte della cittadinanza, sotto choc da sabato scorso per l'ennesimo femminicidio. Saranno presenti anche le tre figlie della donna, due delle quali frutto del matrimonio con l'omicida di Zina. Sul fronte delle indagini, sono ormai pochi i dubbi sulla dinamica della vicenda, specialmente dopo che il marito, arrestato domenica, ha confessato di aver ucciso la moglie con quattro coltellate: "È stato il mostro della gelosia, mi ha trasformato in una bestia", ha detto l'uomo davanti al giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino che ha convalidato l'arresto disponendo per il 47enne reo confesso la custodia cautelare in carcere. Zina aveva lasciato pochi giorni prima del delitto la casa coniugale, spaventata per la gelosia morbosa del marito: aveva anche chiamato i carabinieri in occasione di una lite, senza però denunciarlo. I militari dell'Arma avevano suggerito alla 36enne di cambiare domicilio e così Zina si era trasferita, con le tre figlie, a casa della sorella. Solo due ore prima del delitto una pattuglia dei carabinieri era passata dalla villetta in via Alberto da Giussano per accertarsi che andasse tutto bene. Non è purtroppo servito a impedire l'omicidio.