17 Ottobre 2014
13:34

Firme false, chiesti 5 anni e 8 mesi di carcere per Guido Podestà

L’ex coordinatore regionale del Pdl e presidente dell’ex ente Provincia di Milano, rinviato a giudizio nel 2012, è accusato di aver promosso la falsificazione di 926 firme per permettere a due liste legate all’allora governatore della Regione Roberto Formigoni di presentarsi alle regionali del 2010.
A cura di Francesco Loiacono

Cinque anni e otto mesi di reclusione per il presidente dell'ormai ex ente Provincia di Milano, Guido Podestà. È la richiesta fatta venerdì 17 ottobre dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, in merito alla vicenda delle presunte firme false poste a sostegno del listino di Roberto Formigoni per le elezioni regionali del 2010. Podestà, imputato per falso ideologico, era stato rinviato a giudizio insieme ad altre 4 persone nel 2012. Secondo l'accusa il presidente della Provincia, che all'epoca era il coordinatore regionale lombardo del Pdl, sarebbe stato il "promotore" della presunta falsificazione di 926 firme servite per far concorrere alle regionali di quattro anni fa due liste: quella "per la Lombardia" di Roberto Formigoni, ex presidente della Regione e attualmente senatore, e quella del Pdl per la circoscrizione provinciale milanese.

Il processo all'ex esponente del Pdl, passato nel dicembre 2013 nelle file del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, è stato piuttosto travagliato. A maggio di quest'anno infatti i legali di Podestà, gli avvocati Gaetano Pecorella e Paolo Veneziani, avevano fatto ricorso alla Corte di Cassazione per chiedere lo spostamento del perocesso a Brescia per legittimo impedimento. Al centro della loro richiesta era finito lo scontro all'interno della Procura di Milano, culminato nell'esposto presentato al Consiglio superiore della magistratura dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo contro il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. L'inchiesta sulle firme false era al centro della diatriba tra i magistrati, e secondo i legali di Podestà dallo scontro sarebbe derivata la duplicazione del processo. La richiesta è stata però rigettata, e adesso dallo stesso Robledo, nonostante lo scontro con il procuratore Edmondo Bruti Liberati non sia ancora terminato, è arrivata la richiesta di condanna. Oltre a Podestà, sono stati chiesti quattro anni e otto mesi di carcere per i consiglieri provinciali Massimo Turci (vicepresidente della commissione Cultura ed eventi), Nicolò Mardegan (vicepresidente della commissione Lavoro) e Marco Martino (presidente della commissione Politiche sociali), e quattro anni per Barbara Calzavara (presidente della commissione Affari istituzionali).

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