Dopo la denuncia dei medici a Fanpage.it circa le "condizioni inaccettabili" del nuovo servizio di guardia medica a Milano, con minore sicurezza per  dottori e cittadini a causa della scomparsa della figura dell'accompagnatore e del trasporto in taxi, nei giorni scorsi è andato in scena un nuovo incontro tra una rappresentanza della sigla sindacale Snami e il direttore generale dell'Agenzia per la tutela della salute, dottor Walter Bergamaschi. Il nuovo summit è stato utile per le parti nel tentativo di avvicinarsi e consentire ad Ats di evitare, per il momento, lo sciopero minacciato dai medici.

Trovata un'intesa di massima tra Ats e i medici

Secondo quanto riferito a Fanpage.it, il direttore generale di Ats ha ribadito che non verrà ripristinata la figura dell'accompagnatore, richiesta principale dei dottori, ma potrà essere considerata l'ipotesi che il tassista aspetti sotto casa il professionista sino al termine della visita. Ats non ha infatti alcun obbligo contrattuale in merito alla presenza di un soccorritore che dia supporto al medico, motivo per cui la battaglia potrebbe presto chiudersi con un accordo da ratificare col prefetto. Un'intesa di massima è già stata trovata sulla base di una promessa di Ats di indire un nuovo bando per il servizio di continuità assistenziale, affinché Anpas (l'associazione che gestisce le varie "croci", cioè le onlus che si occupano del servizio di ambulanza) e altre associazioni possano parteciparvi, così da ripristinare il servizio com'era prima della sperimentazione iniziata lo scorso novembre.

Il bando precedente era andato deserto perché l'Anpas, che fino ad ora ha gestito il servizio di guardia medica, sulla base dei nuovi requisiti richiesti da Ats si è trovata impossibilitata a prendervi parte, mentre le altre associazioni, anche private, non hanno considerato evidentemente valida l'offerta di Ats. Fino al nuovo bando i medici continueranno a raggiungere le abitazioni dei pazienti con il taxi che, a seconda delle richieste dei dottori, potrà aspettare sotto casa il professionista prima di riaccompagnarlo alla struttura di partenza. Scongiurato, quindi, per il momento, lo sciopero minacciato dai dottori per l'ultimo weekend di febbraio. Restano invece invariate le condizioni del cittadino, rimasto orfano della presenza di un possibile testimone in caso di problemi, oltre che di un soccorritore preparato qualora le sue condizioni peggiorassero improvvisamente.