"Purificati e rinasci. Da oggi libertà di parola". Scriveva così due giorni fa su Instagram Fabrizio Corona, dopo che il magistrato di sorveglianza Simone Luerti ha modificato, attenuandoli, i divieti che deve rispettare fuori dal carcere, consentendogli di tornare a utilizzare appieno i social network e a rilasciare interviste. Consentendogli, dunque, di tornare a sfruttare la sua immagine, che è lo strumento che Corona (come fanno ormai molti influencer spuntati dopo di lui, che è stato un pioniere in materia) utilizza per lavorare. Lo ha affermato anche il giudice: "L'elemento pubblicitario e mediatico è una componente essenziale" dell'attività lavorativa del 44enne catanese. Che adesso, libero da alcuni dei divieti che avevano provocato le dure critiche del suo storico avvocato, Ivano Chiesa, potrebbe tornare ad essere quella "macchina da soldi" che era prima di finire a San Vittore, il 10 ottobre del 2016.

Che l'ex re dei paparazzi abbia la capacità di generare in un solo giorno introiti che molti comuni mortali farebbero fatica a racimolare in anni di lavoro è accertato proprio dall'ultima vicenda giudiziaria che ha visto Corona protagonista: quella relativa ai soldi – 2,6 milioni di euro in contanti – che erano stati sequestrati a Corona nel 2016. Parte del denaro era stato trovato nel controsoffitto dell'abitazione di una collaboratrice del fotografo, altri soldi erano invece stati depositati in due cassette di sicurezza in Austria. Il denaro, come è stato dimostrato davanti ai giudici (che hanno restituito a Corona una somma ingente, al netto delle tasse da pagare), era il frutto dei compensi ottenuti (in nero) da Corona soprattutto nel suo periodo "d'oro", tra il 2008 e il 2012: anni nei quali, grazie alla sua attività di ospite e testimonial per discoteche, negozi e privati, ha guadagnato "cifre folli". I virgolettati sono dello stesso Corona: "Come Bonnie e Clyde eravamo, tutto quello che toccavamo diventava oro, guadagnavamo cifre folli", ha detto l'ex agente dei vip a proposito del suo rapporto con Belen Rodriguez (che ha poi precisato di non avere niente a che fare con il "nero" accumulato da Corona). E ancora, a proposito dei soldi nel controsoffitto: "Abbiamo preso i sacchi e abbiamo cominciato a contarli. Tre quarti dei soldi li abbiamo messi in buste bianche e abbiamo segnato le cifre poi però eravamo stanchi".

Il tariffario di Corona

Accumulare soldi fino ad arrivare a stancarsi contandoli. Quello che potrebbe essere un sogno per molti dei fan di Corona, per lui era realtà. La sfilata di testimoni al processo che si è concluso con la condanna a un anno per elusione fiscale, d'altronde, ha svelato alcuni retroscena sul "tariffario" di Fabrizio: 40mila euro per festeggiare il suo compleanno in un locale di Roma, 20mila euro in media per una serata intera in discoteca, oltre duemila euro per brevi comparsate nei locali. E poi 13mila euro per immagini che ritraevano Corona assieme a persone che volevano incrementare la propria popolarità, e duemila euro per far comparire il 44enne tra gli invitati alla festa di compleanno di un diciottenne.

Molte delle prestazioni lavorative che Corona forniva prima di finire in carcere adesso non possono essere ripetute. Perché, anche se molti divieti sono caduti, resta per Corona l'obbligo di tornare nella sua casa in via De Cristoforis (che nel frattempo è stata confiscata, ma resta al momento la dimora del 44enne in attesa di un suo trasloco altrove) entro le 20.30. Nel frattempo però, la sua attività da influencer sui social network è ripresa a tempo pieno: Corona è apparso più volte su Instagram e Facebook mentre indossa felpe e altri capi d'abbigliamento di brand che, tramite la sua immagine, cercano di conquistarsi una fetta di pubblico. Tra i marchi più ricorrenti nell'ultimo periodo il brand Adalet ("giustizia" in turco), mentre nell'ultima foto postata su Instagram da Corona ha fatto il suo esordio il brand "Dsg_disgusto", che sarà lanciato tra pochi giorni sul mercato. Non è noto quanto Corona guadagni da queste foto, anche se il tariffario accennato in precedenza lascia intendere che i servigi dell'ex re dei paparazzi non si trovino certo a buon mercato. Una cosa è certa: il "marchio" Corona non è mai passato di moda.