Alcuni nuovi dati diffusi sul bilancio 2015 dell'Expo hanno alimentato le polemiche mai sopite sui conti dell'Esposizione universale, rispolverate da quando l'ormai ex commissario unico Giuseppe Sala ha partecipato (e ha poi vinto) alle primarie del Pd per diventare candidato sindaco di Milano. In realtà, però, il rosso di 32,6 milioni con cui si sarebbe chiuso il bilancio del 2015 della società Expo Spa non arriva inaspettato. Si tratta infatti di cifre in linea con quanto comunicato a gennaio dal commissario unico Sala, e cioè che alla fine della sua avventura Expo terminerà con un patrimonio netto di 14,2 milioni di euro: "L'unico dato che conta", ha ribadito quest'oggi il candidato sindaco di Milano a chi gli chiedeva un commento sui nuovi dati usciti.

La perdita di 32 milioni è in linea con i dati sul patrimonio netto

Basta leggersi il bilancio 2014 dell'Expo (certificato e pubblicato sul sito della società), per vedere come in effetti anche nel 2013 e 2014 ci siano state perdite: di oltre 7 milioni nel 2013 e di 45 milioni nel 2014. Quest'ultimo rosso nel bilancio – compensato in parte da versamenti in conto capitale da parte dei soci – fece diminuire il patrimonio netto della società a poco più di 46 milioni di euro. Basta togliere a questa cifra la perdita di 32 milioni e si ottiene quell'avanzo di 14 milioni di euro citato da Sala e da tutto il Cda di Expo come testimonianza di una buona gestione dell'Esposizione universale, il cui obiettivo dichiarato è sempre stato il pareggio di bilancio.

La notizia del bilancio in perdita ha comunque fatto vedere "rosso" molti dei detrattori dell'Expo e di Sala. Critiche sono arrivate dalla candidata sindaco del M5s Patrizia Bedori, che è tornata a chiedere "semplicemente trasparenza" a Sala sottolineando che, oltre al bilancio in rosso, "entro il mese prossimo si avranno perdite superiori a un terzo del capitale". Per il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino Pietro Tatarella, invece i dati diffusi oggi rendono manifesti i dubbi sui conti di Expo "noti a tutti, era chiaro che prima o poi tutti i nodi sarebbero venuti al pettine".