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Droga e carte di credito clonate, sgominata banda: usavano la “smorfia” per comunicare

Cinque persone sono state arrestate dalla polizia postale di Milano con l’accusa di spaccio di droga e clonazione di carte di credito. I cinque parlavano tra loro in codice utilizzando la “smorfia napoletana” per non farsi scoprire: un’accortezza che non è però bastata.
A cura di Francesco Loiacono
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Una banda composta da cinque malviventi è stata sgominata dalla polizia postale di Milano, in collaborazione con gli agenti del commissariato Turro. I cinque sono accusati di spaccio di sostanze stupefacenti e di aver clonato alcune carte di credito. Una inedita combinazione di reati venuta alla luce a partire dalle indagini sulla manomissione di una colonnina per il pagamento con carte e bancomat di un grande distributore di carburanti milanese.

Conversazioni in codice usando la "smorfia"

Gli arrestati sfruttavano le carte prepagate clonate per spacciare cocaina. Nella loro attività criminosa si servivano di prestanome compiacenti, tra cui un impiegato di banca, che permettevano loro di attivare carte di credito di comodo su cui poi facevano transitare le ricariche effettuate dalle carte clonate. Per ricompensare i prestanome i cinque arrestati offrivano loro come contropartita dosi di droga. Le indagini della polizia postale hanno permesso di scoprire anche il gergo particolare utilizzato dagli arrestati per non farsi individuare dalla polizia: il "codice" usato era la smorfia napoletana. Tra le intercettazioni acquisite agli atti dell'indagine compaiono anche le frasi "Ci sono i 24" e "Occhio ai 24", con le quali i cinque si avvisavano tra loro di prestare attenzione alle volanti: nella smorfia difatti il numero 24 indica le guardie.

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