Dal palco del circolo Arci Ohibò di Milano alla vittoria del Festival di Sanremo nel giro di pochi giorni. Per Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, è stata un'importantissima prova di maturità. Il giovanissimo talento, uno dei 24 cantanti in gara, si è aggiudicato il 69esimo Festival di Sanremo. Il cantante, nato il 12 settembre 1992 a Milano da padre egiziano e mamma italiana (per la precisione sarda), si è esibito sul palco del teatro Ariston ed è "entrato" nelle case di milioni di italiani portando il suo messaggio e la sua musica. "Good vibes" (buone vibrazioni) che partono proprio dal capoluogo lombardo, come l'artista spiega in "Milano good vibes": una delle canzoni contenute nel primo Ep di Mahmood e brano che racconta il suo legame con la città in cui è nato, cresciuto e si è avvicinato al mondo della musica.

Il legame con Milano

Un legame che si evidenzia anche dalla foto scelta dal cantante per annunciare, lo scorso gennaio, il titolo del brano che avrebbe portato a Sanremo ("Soldi", che eseguirà mercoledì 6 febbraio). Nell'immagine pubblicata sui social network si vede il 26enne intento a bruciare una banconota nella milanesissima cornice delle Colonne di San Lorenzo, famoso luogo di ritrovo giovanile. Legata a Milano anche la scelta dell'artista con cui Mahmood duetterà venerdì febbraio. Il cantante si esibirà con il rapper Guè Pequeno, con cui ha già collaborato lo scorso anno: è infatti autore del brano "Sobrio" (con un featuring di Elodie) contenuto nell’album del rapper che si intitola "Sinatra". C'è un po' di Milano in molti testi scritti dall'artista, che oltre a cantare è anche autore delle sue canzoni e anche di brani portati al successo da altri cantanti (ha firmato assieme a Dario Faini il testo di Nero Bali, brano cantato da Elodie e Michele Bravi che ha vinto il Disco di Platino). "Sono di Milano sud" canta ad esempio Mahmood in "Mai figlio unico". Mentre nel brano "Uramaki" l'artista si chiede a cosa serva "buttarsi via una domenica in Chinatown", con quell'utilizzo della proposizione "in" che è molto milanese.

Da X-Factor a Sanremo giovani

Milano, Egitto, Sardegna. Mahmood porta con sé influenze e stili diversi e si propone di ritagliarsi un posto speciale nel panorama dei cantanti italiani di nuova generazione: il suo genere è sospeso tra elettronica, R'n'B e soul. Nonostante la sua giovane età ha già accumulato una discreta esperienza: canta (e studia musica, chitarra e pianoforte) da quando aveva 12 anni, ha partecipato a diversi concorsi tra cui quello che probabilmente gli ha cambiato la vita: X Factor. La partecipazione al reality show nel 2012 (nella squadra di Simona Ventura) è durata una sola settimana ma è servita come vetrina gli è valsa importanti collaborazioni. Anche con il palco di Sanremo Mahmood ha già un discreto feeling: ha partecipato a Sanremo giovani in due occasioni, nel 2016 col brano "Dimentica" (classificandosi quarto) e nel 2018 col brano "Gioventù bruciata", che gli è valso la vittoria e la possibilità di accedere al vero Festival, quello dei big. Un debutto che Mahmood ha preparato calcando per la prima volta, lo scorso venerdì 1 febbraio, il palco di un cirolo Arci, l'Ohibò: "È la prima vera data che faccio a Milano, la mia città, e devo dire che sono un po’ nervoso ma anche molto felice", ha detto l'artista parlando del suo concerto milanese in cui ha portato sul palco il suo Ep "Gioventù bruciata". Adesso la sfida di Sanremo, vinta tra un misto di stupore (il suo), ma a pieno merito. Febbraio 2019 è  stato un mese da incorniciare per il giovane cantante.