Cosa ha fatto l’imputato che ieri ha scatenato il panico nel tribunale di Milano
A qualcuno la memoria sarà tornata, per pochi attimi, a quanto avvenuto il 9 aprile del 2015, giorno della strage al tribunale di Milano. Allora il 57enne Claudio Giardiello, imputato in un processo per bancarotta, riuscì a introdursi nel palazzo di giustizia milanese con una pistola e uccise tre persone, ferendone gravemente un'altra, prima di riuscire a scappare. Arrestato poco dopo a Vimercate, fu poi condannato all'ergastolo. Ieri pomeriggio, per fortuna, la paura è durata solo pochi attimi: in un'aula riservata ai processi per direttissima un uomo, arrestato per spaccio di cocaina, ha picchiato un poliziotto cercando di impossessarsi della sua pistola.
Cosa è successo ieri nel tribunale di Milano
L'uomo, un cittadino marocchino, era nella gabbia – che più di qualche polemica ha suscitato in passato – riservata agli imputati, in attesa che il giudice per le direttissime Marco Formentin convalidasse il suo arresto. A un certo punto, subito dopo essere uscito dalla gabbia per andarsi a sedere nel banco degli imputati, l'arrestato ha colpito con un pugno l'agente che lo scortava cercando di impossessarsi della sua pistola. L'aggressore è stato subito immobilizzato da altri poliziotti: poi, mentre cercava di divincolarsi nella concitazione generale, è stato portato fuori dal tribunale in manette. Nell'aula è lentamente ritornata la calma: le conseguenze più gravi le ha riportate il poliziotto colpito dal pugno. Dopo aver perso per qualche istante conoscenza, l'uomo è stato portato all'ospedale Fatebenefratelli per accertamenti. Non avrebbe comunque subito traumi gravi.