Il bollettino dell'emergenza coronavirus in Lombardia di oggi, domenica 22 marzo. L'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha reso noto il bilancio aggiornato del contagio. Sono 27.206 i casi positivi (ieri erano 25.515, ci sono più 1.691 contagi rispetto a ieri), ci cui 9.439 ricoverati in ospedale (ieri erano 8.258, quindi 1.181 più di ieri). I pazienti in terapia intensiva sono 1.142 (ieri il dato era di 1.093). Il totale dei dimessi sale a 5.865. Non si arresta purtroppo anche il numero dei morti, arrivato a 3.456 contro i 3.095. I decessi in un solo giorno sono stati 361.

A livello provinciale restano drammatiche le situazioni di Bergamo e Brescia, così come quella di Milano, anche se ovunque i dati stanno crescendo di meno. A Bergamo sono 6.216 i pazienti positivi (più 347 rispetto ai 5.869 di ieri). Brescia sale a 5.317 casi (più 289 rispetto ai 5.028 di ieri). A Cremona ci sono 2.895 casi (più 162 rispetto ai 2733 di ieri), a Lodi 1.772 casi, a Como 510 e a Milano 5.096 casi (più 424 rispetto a ieri), a Milano città sono 2.039.

Gallera: In arrivo 53 tra medici e infermieri cubani

L'assessore Gallera ha poi spiegato che: "Ci sono 53 tra medici e infermieri cubani in arrivo a Milano Malpensa: andranno a Crema per gestire l'ospedale da campo realizzato dall'esercito. Da martedì il campo diventerà operativo: sarà un sollievo per uno dei nosocomi più stressati – ha continuato – anche se il direttore generale ha fatto sapere che l'afflusso si è ridotto tantissimo negli ultimi due giorni". Probabilmente arriveranno anche medici russi, abbiamo individuato nell'ospedale di Sondrio una terapia intensiva che si può ampliare.

I giorni di ieri e oggi sarebbero stati i più duri secondo gli esperti, i dati continuano ad aumentare ma in maniera inferiore rispetto agli altri giorni. "I dati dei contagi di oggi in Lombardia in calo rispetto a ieri e fanno ben sperare ma da martedì potremo capire se il contenimento ha successo – ha spiegato l'assessore Gallera – oggi stiamo fotografando ciò che è successo sabato, chi si è ammalato 10-12 giorni fa". Nella serata di ieri la regione Lombardia ha emanato un'ordinanza con misure di contenimento più restrittive, a cui è seguita dopo poco quella del governo: vietata l'attività motoria all'aperto, anche da soli, ulteriore chiusura di esercizi commerciali non essenziali, chiusura dei distributori automatici h24, degli uffici pubblici non essenziali e degli studi professionali, blocco dei cantieri. La speranza è che queste ulteriori misure possano produrre dei risultati.

Fontana: Rimanere a casa per proteggere se stessi e gli altri

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana, intervenuto per fare il consueto punto stampa sull'emergenza Coronavirus, ha così commentato l'ulteriore stretta delle misure presentata ieri sera in un provvedimento: "Abbiamo ritenuto dopo un lungo colloquio con sindaci e diversi stakeholders del Patto della competitività di assumere provvedimenti più restrittivi. È l'ordinanza più restrittiva che si possa fare nell'ambito delle competente regionali – ha precisato Fontana – più di così non si poteva fare. Siamo convinti che l'unica strada è far capire alla gente che deve rimanere a casa per proteggere se stessi e gli altri". "Noi siamo arrivati allo stremo anche dal punto di vista fisico del nostro personale medico – ha quindi aggiunto il governatore – dobbiamo fare in modo che si riducano i numeri, che il contagio si rallenti e vada in discesa anziché in salita".