Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi di Francesco La Foche, il responsabile del Day Hospital di immuno-infettivologia del Policlinico Umberto I di Roma, sull’ipotesi che la partita di Champions League Atalanta-Valencia del 19 febbraio sia stata una delle cause principali dell’altissimo numero di contagi da Coronavirus nell’area di Bergamo, un’altra ipotesi affiora questa mattina, sabato 21 marzo, tra chi lotta in prima linea nella provincia più colpita dall’epidemia di Covid-19.

Il professor Galli: A Bergamo più colpevoli le osterie di Atalanta-Valencia

Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ha dichiarato ai microfoni di SkyTg24 che la causa principale dell’esplosione del virus nella zona bergamasca sia da attribuire non tanto alla partita di Champions del mese scorso, quanto alla diffusione dello stesso nei bar e nelle osterie della zona. “Non sono convinto che c’entri la partita perché abbiamo avuto tantissimi anziani colpiti, soprattutto maschi – ha dichiarato lo stesso Galli -. Credo che abbiano agito più le osterie e i bar nei quali, soprattutto gli anziani, in provincia si radunano il mattino e la sera”.

In Lombardia più contagi di quelli noti: Misure devono essere radicali

Il professor Galli si è poi concentrato sulle misure attuate sinora, dichiarando che, a suo avviso, "non bastano ancora. Devono essere radicali per uscire da questo disastro, altrimenti rischiamo che il nostro tempo diventi lunghissimo". Galli ha poi aggiunto: "Stare a casa è fondamentale ma se si sta in situazione in cui le licenze di uscita sono troppo numerose e non giustificate andremo avanti a continuare ad aver infezioni". Cosa che molti potrebbero già avere senza esserne consci: "C'e' tanta gente a casa con l'infezione, c'e' molta piu' gente in Lombardia che ha l'infezione di quelli che sono stati fino ad adesso registrati e diagnosticati direttamente con il tampone".

Il vescovo di Bergamo: Tutti i defunti avranno il funerale

E mentre Bergamo piange i numerosi morti, spirati a causa del Coronavirus, il vescovo della Diocesi della città annuncia che "tutti avranno un funerale" a emergenza conclusa. Questo perché al momento non è possibile svolgere alcuna funzione funebre, che sia essa privata o pubblica, su disposizione dell'ultimo decreto del Consiglio dei Ministri. Monsignor Francesco Beschi ha poi dichiarato che venerdì prossimo, 27 marzo, si recherà al cimitero di Bergamo per fare una preghiera di suffragio per tutti i defunti.