Piazza Duomo a Milano (foto di Salvatore Garzillo)
in foto: Piazza Duomo a Milano (foto di Salvatore Garzillo)

In piazza del Duomo, a Milano, esiste il silenzio. Non è un'immagine romantica da poeta crepuscolare, è cronaca. Sono passati tre giorni da quando la Lombardia è stata dichiarata zona rossa a e alle 12.30 di un mercoledì di marzo, in una delle piazze più rumorose e attive d’Italia, ci sono piccioni e pochi superstiti. Sembra il centro di un paesino di provincia, l’immagine della capitale economica di una nazione è lontanissima. Ma va bene così, va benissimo. È il segno che le persone stanno capendo che è il momento di stare a casa, per sé stessi e per gli altri.

In molti indossano la mascherina, qualcuno ha anche i guanti. Con gli occhi scoperti ci si guarda con un misto di diffidenza e curiosità, come per dire “ma tu che ci fai in giro?”.

Negozi chiusi per scelta

Lungo corso Vittorio Emanuele la maggior parte dei negozi ha scelto di chiudere anticipando quella che potrebbe essere un'imminente decisione ufficiale del governo. Ogni brand ha deciso di annunciare la chiusura a proprio modo, come una firma per la sospensione. “Guardiamo con il cuore l’Italia e tutte le nostre clienti, oggi più che mai – si legge sulla porta di un negozio di abbigliamento femminile – nel pieno rispetto delle indicazioni impartite dal governo, come forma di tutela della salute dei nostri dipendenti e delle nostre clienti, i nostri punti vendita rimarranno chiusi fino a data da stabilire. Vi aggiorneremo nuovamente il prossimo 16 marzo”.
Una boutique che si trova di fronte al Duomo si è concentrata sulla tutela: “La salvaguardia dei nostri collaboratori, dei nostri clienti e della comunità è la priorità in questo momento così delicato”.
Un brand di intimo ha lanciato un messaggio di speranza aggiungendo sotto l’annuncio della chiusura la frase “Viva l’amore, viva la vita”.

Galleria deserta

In galleria i grandi marchi hanno ceduto praticamente tutti, ce n’è solo uno aperto ma all’interno è deserto. Si vedono solo i dipendenti con le mascherine che guardano fuori come passeggeri dietro un oblò.
I turisti, quei pochi che resistono in città, fotografano proprio le serrande abbassate, diventate il monumento più rappresentativo della crisi.
Alla fermata Duomo gli schermi in cima alle scale rimandano a rotazione continua i messaggi della Regione: “Coronavirus. Fermiamolo insieme”. E ancora: “Se ti vuoi bene, resta a casa. Metti il virus alla porta”. E infine: “Tutela te, proteggi gli altri”. Basta guardarsi intorno per capire che, per una volta, il messaggio sembra essere arrivato a destinazione.