Il sacerdote don Savino Tamanza, risultato positivo al Coronavirus, è deceduto nel primo pomeriggio di ieri, 21 marzo, a Bergamo; aveva 75 anni, era stato ricoverato nell'ospedale Papa Giovanni XXIII in seguito al peggioramento del suo stato di salute dovuto al contagio. Era tornato nella città, di cui era originario, per stare vicino all'anziana madre; negli anni era stato nel Lazio e in Toscana, poi era tornato in Lombardia, prima proprio a Bergamo e poi in un altro centro della provincia, Ponte San Pietro. In queste ore, dopo la diffusione della notizia del decesso, sono in molti quelli che lo stanno ricordando sui social.

Tra le decine di messaggi di chi lo aveva conosciuto e apprezzato per le doti umane, quelli di molti fedeli ma anche quelli di diversi sacerdoti che avevano avuto rapporti con lui negli anni. "Il mio carissimo amico don Savino Tamanza, il prete che mi accolse nel 1980 in seminario – scrive su Facebook Alfredo Maria Morselli, della diocesi di Bologna – è passato a miglior vita, ucciso nel corpo dal Coronavirus, ma vivo con l'anima santa nel Cuore immacolato di Maria".

Bergamo è una delle città più colpite dall'epidemia di Sars-Cov-2. Da lì arriva una delle immagini più impressionanti della pandemia: i camion dell'Esercito che portano via le bare verso i forni crematori di altre città, perché il ritmo dei decessi ha portato al collasso gli obitori. Ieri il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, aveva rassicurato i credenti, che in questi giorni terribili non hanno potuto nemmeno avere la possibilità di salutare i propri cari deceduti con un funerale: le cerimonie funebri ci saranno per tutti una volta cessata l'epidemia e venerdì prossimo, 27 marzo, ci sarà una preghiera di suffragio.

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837