Sono atterrati ieri sera a Bergamo e si sono messi al lavoro i primi medici volontari della “task force” permanente voluta dal Governo, coordinata dalla protezione civile, con il compito di intervenire negli ospedali in condizioni critiche. Con i sanitari sono arrivati il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e il Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri.

Coronavirus, medici dalla task force arrivati a Bergamo

I primi professionisti arrivati in Lombardia provengono da Roma, Latina, Bari, Firenze, Cosenza, Potenza, Napoli, Vasto, Messina, Udine, Caserta e Perugia. Saranno 300 i medici dislocati fra la Bergamasca e le altre province lombarde. Il coronavirus continua a diffondersi. I dati del bollettino di giovedì 26 marzo certificano un totale di 34.889 casi confermati (più 2.543 rispetto ai 32.346 di ieri). Sono 10.681 i ricoverati in ospedale (dato aumenta di 655 unità). I pazienti in terapia intensiva sono 1.263 (ieri il dato era di 1.236). Il totale dei dimessi sale a 7.839 (più 558 in un giorno). I decessi toccano quota 4.861

Ministro Boccia: Nessuna regione può farcela da sola

"Bergamo e la Lombardia sono una ferita terribile per tutti noi", ha affermato il ministro Francesco Boccia in un'intervista all'Eco di Bergamo. "Nessuna Regione può farcela da sola, oggi siamo qui con i medici di altri territori e, nei giorni scorsi, con il sistema Cross della Protezione civile sono stati trasferiti 6l pazienti dalla Lombardia in ospedali di alcune Regioni del Meridione", ha aggiunto. "Stiamo sperimentando – ha detto il ministro per gli Affari regionali – un metodo del tutto nuovo, mai adottato neppure con le calamità naturali: prendiamo questi medici volontari arruolati dalla Protezione civile, nel nostro caso specie al Sud, e li inviamo su richiesta delle Regioni nelle aree critiche. Proprio in queste ore, fra l'altro, abbiamo aperto il bando per 500 infermieri che da tutta Italia potranno venire qui in Lombardia".