Dopo le polemiche Mario Landriscina, sindaco di Como, fa una precisazione sul divieto di dare da mangiare ai senza tetto per mantenere il "decoro della città": "Non ci sto a passare per il sindaco cattivo d'Italia", ha dichiarato. E poi chiarisce: "Si è trattata di un'incomprensione tra polizia locale e volontari per un intervento che non aveva volontà punitive". A supporto della versione del sindaco la dichiarazione di Donatello Ghezzo, comandante della Polizia Locale, per il quale i suoi uomini non hanno impedito ai volontari di distribuire la colazione ai senzatetto sotto il portico di una chiesa sconsacrata, come accade da sette anni: "È nato un malinteso per difficoltà comunicativa o pregiudizi di fondo – ha dichiarato Ghezzo – Il vigile non ha vietato l'attività né ha minacciato multe ma ha fatto presente che c'era un divieto di bivacco e che sarebbe stato opportuno farlo altrove. A quel il punto volontario ha desistito". Ma a parlare dell'applicazione dell'ordinanza comunale contro l'accattonaggio era stata la stessa vicesindaca Alessandra Locatelli, proprio in relazione all'episodio.

Il sindaco: Se la città me lo chiede mi dimetto

Il primo cittadino comasco è comunque deciso a difendere la sua ordinanza, anche a costo del proprio posto: "Non ritirerò l'ordinanza anti accattonaggio. Sono un uomo libero, anche di sbagliare, ma ho un'etica cui non rinuncio. Non devo fare carriera, per cui se la città me lo chiede io mi dimetto", ha detto il sindaco. Landriscina, di professione medico, è stato eletto in giugno a capo di una coalizione di centrodestra: "Con responsabilità dico che non serve alzare il livello di scontro. Ascoltiamo solo chi grida di più o vogliamo risolvere il problema? Non posso obbligare una persona che non vuole assistenza ad essere assistita, è un suo diritto". Sul caso specifico Landriscina ha aggiunto: "Per una riflessione occorre capire bene come sono andati i fatti, maturati in un contesto particolare come se i diseredati ci fossero solo a Natale. Prima di prendere un provvedimento contro qualcuno penso alle conseguenze, non sono un bieco esecutore di provvedimenti burocratici. Non voglio che per un attimo si dica che ho lasciato qualcuno indietro – ha aggiunto il sindaco – Non hanno diritto di critica le persone che non si sporcano le mani, mentre con tutti gli altri voglio parlare. Per questo incontrerò tutte le associazioni, i gruppi, i volontari che si occupano di assistenza perché si possa venire a una soluzione al problema dei senzatetto".

Landriscina difende l'ordinanza anti accattonaggio: Redatta in base al decreto Minniti

Il primo cittadino ha precisato le ragioni alla base della sua difesa dell'ordinanza anti accattonaggio, che sanziona per 45 giorni chi pratica accattonaggio molesto o il bivacco in alcune zone del centro di Como: "L'ordinanza si rifà a quelle di altre città italiane, è stata redatta sulla base del decreto Minniti e ha recepito una quantità infinita di segnalazioni dei cittadini su postazioni oggetto di aggregazioni notturne. Non ha colpito random". Il comandante della polizia locale Donatello Ghezzo ha precisato che l'ordinanza "cerca di trovare l'equilibrio tra esigenze dei cittadini e diritti garantiti. Equilibrio secondo me raggiunto a Como, perché il provvedimento vieta l'accattonaggio molesto e invasivo che impedisce la fruizione dei luoghi. Non vieta la distribuzione di un pasto caldo, ma vieta in particolari luoghi il bivacco. Tanto è vero che l'altra mattina i vigili non hanno applicato l'ordinanza".