Una storia di presunti abusi sessuali e di una tragedia purtroppo reale. È quella di una ragazza residente a Busto Arsizio, nel Varesotto, che si uccise nel 2011 all'età di 26 anni dopo lunghi anni di presunte violenze sessuali da parte di una suora. Adesso la religiosa, la 55enne M.A.F.,  nel frattempo arrestata e poi rimessa in libertà dopo un periodo passato nell'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Siviere (Mantova), è a processo di fronte al tribunale di Busto Arsizio, dove l'accusa ha chiesto per lei una condanna a nove anni e nove mesi di reclusione.

Gli abusi sarebbero iniziati quando la ragazza aveva solo 12 anni

Secondo i pubblici ministeri Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini, gli abusi sarebbero iniziati in una parrocchia di Busto Arsizio tra il 1997 e il 1998: allora la ragazza aveva solo 12 anni, ma le violenze sarebbero poi proseguite per diverso tempo A scoprirle furono i genitori della ragazza, che dopo la sua morte trovarono nei diari della loro figlia decine di lettere scritte dalla suora. Assieme ad e-mail e sms inviati alla giovane per l'accusa costituiscono le prove degli abusi compiuti dalla religiosa sulla giovane. Proprio grazie a queste prove la suora, che nel frattempo era stata trasferita nel Milanese, venne arrestata dalla squadra mobile di Varese.

I pm hanno chiesto ai giudici di non concedere le attenuanti generiche per la donna, accusata anche di atti persecutori nei confronti della ragazza. La prossima udienza è prevista per il 24 novembre: interverranno i genitori della ragazza, che si sono costituiti parte civile e i difensori della religiosa. Citata per responsabilità oggettiva anche la congregazione alla quale la suora appartiene, le Figlie di Maria Ausiliatrice: per il legale dei familiari della ragazza non avrebbe vigilato sul comportamento della loro consorella.