La locandina dell’incontro al Santuario di Caravaggio (Facebook)
in foto: La locandina dell’incontro al Santuario di Caravaggio (Facebook)

No all'incontro dei cattolici omosessuali e transessuali al santuario Santa Maria del Fonte di Caravaggio, in provincia di Bergamo. Questa la rumorosa presa di posizione di un gruppo di cattolici che si potrebbe definire "integralista", sconcertati dall'accostamento tra parole come "realtà cattoliche" e comunità "Lgbt" che, come da loro sottolineato in più lettere aperte, "ponendo sullo stesso piano la dimensione religiosa e quella relativa all’orientamento sessuale, di fatto contribuisce a legittimare e di conseguenza ad approvare comportamenti contrari all’ordine naturale, perciò definiti disordini nel Catechismo della Chiesa Cattolica". In trecento hanno firmato una sorta di petizione indirizzata tra gli altri al vescovo di Cremona Antonio Napolioni, sotto la cui diocesi si trova il santuario di Caravaggio, per chiedere di annullare l'incontro in programma il prossimo 18 novembre dal titolo: "Tavolo di dialogo fra diocesi lombarde e realtà cattoliche Lgbt: quale presenza dei giovani Lgbt nella chiesa".

I cattolici integralisti: Capitolazione alla mentalità del mondo

La locandina dell'evento organizzato dall'associazione nazionale "Cammini di speranza" ha iniziato a circolare sui social network a metà ottobre: vi si vede un gruppo stilizzato di uomini e donne che si tengono per mano, dipinti con i colori dell'arcobaleno. Per i fedeli che si riconoscono nel sito "twelveshields.org" sono "i colori dell’arcobaleno invertito, rappresentativo di un umanesimo senza Dio, del trionfo della gnosi sulla genesi". "Questa iniziativa – aggiungono i cattolici integralisti – più che un tavolo di dialogo, appare a tutti gli effetti una capitolazione alla mentalità del mondo, in opposizione a Cristo e al Vangelo, e perciò senza salvezza e senza speranza. A questa amara constatazione si aggiunge l’aggravante di svolgersi in uno dei santuari italiani più amati e rappresentativi del mondo cattolico italiano. Per tale ragione – spiegano – è stata promossa l’iniziativa di una lettera indirizzata al Vescovo della diocesi di Cremona, al Rettore del Santuario e al Presidente del Consultorio ‘Punto famiglia', per replicare contro un atteggiamento di supina e spesso acritica resa a gruppi – peraltro ben organizzati e supportati – che parlano di integrazione, ma di fatto seminano divisione e confusione particolarmente nel mondo cattolico".

La replica della diocesi: l'incontro si terrà

La replica ai fedeli in disaccordo con l'incontro è arrivata da don Antonio Facchinetti, sacerdote accompagnatore del gruppo di accompagnamento spirituale delle persone omosessuali cattoliche "Alle Querce di Mamre". In una nota apparsa sul sito della diocesi di Cremona ha scritto: "L’iniziativa, alla sua seconda edizione, non è promossa dalle diocesi lombarde, ma dall’associazione nazionale ‘Cammini di speranza', tramite il gruppo ‘Alle querce di Mamre' che da alcuni anni, nella nostra diocesi, si adopera, su mandato dell’allora Vescovo Dante, per l’accompagnamento spirituale delle persone omosessuali cattoliche". Don Facchinetti ha poi spiegato che "l’incontro, come lo scorso anno, ha lo scopo di offrire un ‘tavolo di dialogo' tra persone omosessuali cattoliche provenienti dalle diocesi lombarde. Sollecitati anche dal recente documento finale del Sinodo dei Vescovi – che in un paragrafo recita: ‘Esistono già in molte comunità cristiane cammini di accompagnamento nella fede di persone omosessuali: il Sinodo raccomanda di favorire tali percorsi' – la nostra diocesi si riconosce nell’invito del Sinodo e continua nel suo impegno di ascolto e di accompagnamento". L'incontro dunque si terrà, con buona pace dei cattolici integralisti.