Filippo Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore (Facebook)
in foto: Filippo Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore (Facebook)

Non ha saputo leggere il giuramento in italiano, ultimo passaggio per ottenere la cittadinanza. E per questo il sindaco di Casalmaggiore, comune in provincia di Cremona, gliel'ha negata. La protagonista di questa vicenda che sta già dividendo l'opinione pubblica è una donna di origini ghanesi, da tempo in Italia. Martedì mattina, secondo quanto riportato dalla testata "La Provincia di Cremona", la donna si è recata in municipio: aveva infatti ricevuto dal ministero dell'Interno la notifica del raggiungimento di uno dei requisiti per l'ottenimento della cittadinanza, cioè la permanenza regolare nel nostro Paese da dieci anni. La donna si è quindi recata dal sindaco, il leghista Filippo Bongiovanni, per pronunciare il giuramento: ma le incertezze nella lettura sono state a quanto pare troppe e hanno spinto il sindaco ad annullare tutto.

L'opinione pubblica si è divisa sulla vicenda

Adesso la donna avrà sei mesi di tempo per imparare l'italiano, almeno a un livello tale da riuscire a leggere correttamente il giuramento. Se non lo farà si vedrà negare nuovamente la cittadinanza. L'episodio ha diviso in due l'opinione pubblica. Tanti quelli d'accordo col primo cittadino: "Come si può pretendere di diventare italiani se non si ha nemmeno una minima padronanza della lingua del Paese in cui si risiede?". Ma c'è anche chi, come l'associazione "I sentinelli di Milano", parla senza mezzi termini di "disumanità" da parte del sindaco. Nel mezzo c'è spazio anche per riflessioni più pacate e ragionate, come ad esempio chi sottolinea l'importanza della conoscenza della lingua per chi vuole ottenere la cittadinanza, ma al tempo stesso evidenzia la necessità di predisporre percorsi di apprendimento gratuiti per gli stranieri che vogliono diventare cittadini italiani.

Come si ottiene la cittadinanza in Italia

Il requisito della conoscenza dell'italiano, almeno a livello B1, per l'ottenimento della cosiddetta "cittadinanza per residenza" (una delle modalità per ottenerla, le altre sono lo ius sanguinis, cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani, lo ius soli se si nasce sul territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figli e la cittadinanza per matrimonio), è stata introdotta dal cosiddetto Decreto sicurezza voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e approvato lo scorso marzo. Per quanto riguarda la "cittadinanza per residenza", gli altri requisiti richiesti sono avere un reddito personale sufficiente al sostentamento, non avere precedenti penali e che non ci siano motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.