A sinistra la vetrina del negozio milanese Mr. Nice, a destra Luca Paolo Aleotti, in arte Grido
in foto: A sinistra la vetrina del negozio milanese Mr. Nice, a destra Luca Paolo Aleotti, in arte Grido

"Pochi giorni fa nel nostro negozio di cannabis light, Mr. Nice Store, si è presentata la polizia per effettuare dei controlli. Gli agenti hanno acquisito delle confezioni di infiorescenze, tra cui "Maria Salvador" e le hanno portate alla scientifica per effettuare le analisi di laboratorio. Io sono rimasto al negozio con le forze dell'ordine che si sono comportate in modo del tutto rispettoso, secondo il protocollo, e senza fare terrorismo psicologico". Luca Paolo Aleotti, in arte Grido del gruppo rap dei Gemelli Diversi, nonché fratello di J-Ax, ha raccontato così il sequestro preventivo effettuato martedì dagli agenti della polizia amministrativa e sociale nel negozio milanese Mr. Nice, che vende prodotti a base di cannabis light, cui è proprietario con il noto produttore discografico Takagi.

Controlli nel negozio del fratello di J-Ax: tutto regolare

La Questura di Milano ha confermato che dopo le analisi dei prodotti tutto è risultato in regola. "Dopo qualche ora visto che l'esito degli esami si è rivelato negativo, ovvero sotto lo 0,5 per cento consentito dalla legge, mi è stata restituita la merce, è stato messo a verbale e non è stato avviato nessun provvedimento", ha spiegato Grido, "in virtù dell'esperienza con le forze dell'ordine posso dire che, se i prodotti venduti nei negozi come il nostro sono privi di efficacia drogante, la vendita è autorizzata e pienamente legale".

Grido: Vogliamo regole chiare, basta messaggi politici lontani dalla realtà

"A fine maggio dopo la sentenza sulla cannabis light abbiamo deciso di chiudere temporaneamente il negozio in attesa di avere un quadro più chiaro su quello che stava accadendo a livello legale e per non incappare in speculazione da parte dei media data la nostra rilevanza a livello di immagine pubblica. Questo ci ha esposto alle critiche di chi ha visto nella nostra prudenza un segnale di cedimento del nostro sostegno al movimento antiproibizionista", ha ricordato il rapper, che dopo la sentenza della Cassazione aveva chiuso temporaneamente il negozio. "La normativa europea esiste dal 2016, purtroppo la politica in Italia invece che normare un settore in espansione continua a fare confusione e a mandare messaggi politici lontani dalla realtà, come quello che questi negozi sarebbero centri di spaccio camuffati pericolosi per i nostri giovani. Nulla di più folle – sottolinea Grido -.  Noi negozianti siamo i primi a volere un quadro normativo adeguato per poter operare in questo settore con serenità. Servono leggi più chiare, altri paesi stanno andando in questa direzione mentre in Italia succede il contrario.