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Calcio, sta bene il bimbo ferito nell’assalto degli ultras del Brescia

Il piccolo tifoso del Vicenza, 12 anni, martedì sera è rimasto ferito a un occhio dopo che il pullman su cui viaggiava è stato assaltato da una decina di ultras del Brescia. Fortunatamente per lui nessuna grave conseguenza: dopo il grande spavento è potuto rientrare nella sua casa di Montecchio Maggiore, nel Vicentino.
A cura di Francesco Loiacono
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Sta bene ed è tornato a casa. Buone notizie per il 12enne tifoso del Vicenza rimasto ferito martedì sera nell'assalto di un gruppo di ultras bresciani al pullman sul quale viaggiava. A comunicare la notizia del ritorno a casa del giovane tifoso è stato Antonio Dalla Pozza, assessore del Comune di Vicenza, che al momento dell'assalto si trovava a bordo di uno dei mezzi colpiti: "È stato un agguato vile e studiato nei dettagli – ha spiegato all'Ansa Dalla Pozza, da sempre grande tifoso biancorosso – visto che il gruppo dei pullman è stato preso d'assalto, nella tangenziale tra lo stadio e il casello autostradale, da decine di tifosi all'altezza di una rotatoria, proprio nel momento in cui erano costretti a rallentare". Nell'agguato il giovane tifoso è stato colpito all'occhio da alcune schegge del finestrino mandato in frantumi dai sassi lanciati dagli ultras bresciani. Fortunatamente, però, non c'è stata nessuna grave conseguenza: dopo il grosso spavento il 12enne è rientrato nella sua abitazione di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza.

Secondo l'assessore vicentino "non c'è dubbio che l'obiettivo era di cercare lo scontro fisico, ma sono stati bravi gli autisti, nonostante i parabrezza rotti, a non fermarsi e a proseguire la corsa. Alla fine ben cinque pullman hanno riportato danni ingenti. Sono un vecchio tifoso del Vicenza – ha spiegato Dalla Pozza – di quelli che da ragazzo frequentava la curva sud e ricordo che da sempre la trasferta di Brescia rappresenta un potenziale pericolo. Per questo motivo anche questa volta avevo evitato di spostarmi in auto ma di andare in pullman per sentirmi più sicuro". Una precauzione che però non è bastata per riuscire a godersi in pace quella che alla fine è solo una semplice partita di calcio. Constatazione che però continua sfuggire a una parte di quelli che si definiscono tifosi.

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