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Autista dà fuoco a un bus pieno di studenti

Bus incendiato, attentatore: “Non sono un terrorista”, e accusa Salvini di crimini contro l’umanità

Parla per la prima volta Ousseynou Sy, l’attentatore che lo scorso 20 marzo ha sequestrato 50 bambini minacciando di dare fuoco al pullman: “Non sono un assassino né un terrorista e mi auguro che giustizia sia fatta anche per noi africani. Come cittadino italiano ed africano accuso Salvini ed il suo governo di crimini contro l’umanità e di genocidio – le accuse dell’uomo – quando una persona non viene soccorsa per strada, viene accusata di omissione di soccorso”.
A cura di Filippo M. Capra
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Parla per la prima volta Ousseynou Sy, il 47enne che lo scorso 20 marzo ha sequestrato sul pullman che conduceva 50 bambini a San Donato con l'intenzione di dar fuoco a tutto. Lo fa in aula, con dichiarazioni spontanee, cercando di difendersi dalle accuse: "Non sono un assassino né un terrorista e mi auguro che giustizia sia fatta anche per noi africani. Sono anch'io un figlio dell' Africa, quell'Africa che voi conoscete molto bene, che ha visto i suoi figli spogliati della dignità umana, di ogni diritto alla serenità, alla felicità, anche oggi". L'uomo, ha poi continuato inveendo contro l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Come cittadino italiano ed africano accuso Salvini ed il suo governo di crimini contro l'umanità e di genocidio. Quando una persona non viene soccorsa per strada, viene accusata di omissione di soccorso".

Un suo collega: "Mi aveva chiesto il cambio turno"

Durante l'udienza precedente, erano stati chiamati a testimoniare due suoi ormai ex colleghi. Uno di loro aveva riferito di come avesse comprato una pistola taser su internet proprio dietro richiesta di Sy, che per il giorno del sequestro gli aveva anche proposto un cambio turno. Il collega, ignaro di quanto avrebbe poi attuato il senegalese, ha rivelato che la mattina del 20 marzo avevano fatto colazione insieme al bar e non gli era parso diverso dal solito. Un secondo ex collega ha invece parlato di una condanna di Sy per violenza sessuale, forse taciuta dall'azienda del servizio pullman.

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