È iniziato oggi, martedì 18 settembre, il processo nei confronti di Ousseynou Sy, il 47enne di origini senegalesi che il 20 marzo scorso ha sequestrato e poi dato alle fiamme un autobus sulla Paullese, con a bordo una scolaresca di ragazzini delle scuole medie di San Donato Milanese. Nell'inchiesta condotta dai pubblici ministeri Luca Poniz e Alberto Nobili, Ousseynou Sy è accusato di strage aggravata dalle finalità terroristiche, sequestro di persona aggravato, incendio, resistenza e lesioni ai danni di 17 bambini, compresi traumi da "stress" e psichici da "violenza emotiva".

I cinquanta ragazzini che erano sul bus dirottato, le loro famiglie e tre accompagnatori, si sono costituiti parte civile contro Sy, così come ha fatto il Comune di Crema e (per il reato di incendio) la società Autoguidovie. L'avvocato degli studenti, Antonino Ennio Andronico, ha chiesto la citazione in giudizio come responsabili civili della società Autoguidovie e il ministero della Pubblica istruzione, spiegando che "sono responsabili anche coloro che hanno messo il mezzo in mano a quest’uomo". Richiesta accolta dai giudici della Corte d'Assise di Milano. Le istituzioni dovranno quindi rispondere dei risarcimenti in caso di condanna  L'udienza è rinviata al 21 ottobre.

Autobus in fiamme e studenti in ostaggio: la ricostruzione dell'accaduto

Il 20 marzo Ousseynou Sy, ex autista di Autoguidovie, si è reso protagonista di un folle gesto: ha sequestrato un autobus con a bordo due classi della scuola media Vailati di Crema per poi dargli fuoco sulla corsia sinistra della strada provinciale Paullese in direzione di Milano. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'obiettivo del 47enne sarebbe stato quello di compiere una strage all'aeroporto di Linate, per vendicare, a detta sua, i bambini morti sulle imbarcazioni che dall'africa attraversano il Mediterraneo.

I due piccoli eroi Ramy e Samir hanno ottenuto la cittadinanza italiana

Il piano è stato sventato dai carabinieri, anche grazie alla segnalazione di due coraggiosi studenti: Ramy e Samir, che hanno avuto il sangue freddo necessario per nascondere il cellulare sotto il sedile e chiamare il 112.Grazie alla segnalazione dei due giovani eroi, a cui nel mese di luglio è stata poi riconosciuta la cittadinanza italiana, si sono mobilitati i soccorsi e le forze dell'ordine scongiurando la tragedia.