È rimasto in carcere per un mese e mezzo, precisamente 45 giorni, con una grave accusa: stupro. Ma un uomo di 32 anni residente a Castelcovati, piccolo paese in provincia di Brescia, era innocente. Ad accusarlo ingiustamente è stata la vicina di casa dell'uomo, un'anziana di 87 anni. Oggi, a oltre un anno dai fatti, la procura di Brescia ha definitivamente archiviato l'inchiesta a carico del 32enne Saint Petrisor, un cittadino di nazionalità romena residente nel piccolo comune del Bresciano. L'uomo era stato arrestato a ottobre del 2016, ma si era sempre proclamato innocente. Lo era: a scagionarlo, dopo 45 giorni trascorsi in cella, è stata la prova del Dna a cui il 32enne ha chiesto di essere sottoposto. Gli esami avevano rivelato che la violenza sessuale non era mai avvenuta e che le tracce biologiche trovate sulle lenzuola dell'anziana non appartenevano al 32enne, ma a un altro vicino di casa con cui l'87enne aveva una relazione.

Il 32enne ha perdonato la sua anziana accusatrice

Secondo quanto ricostruito dalle indagini l'anziana, che aveva denunciato il 32enne con tanto di riconoscimento, voleva allontanarlo dalla palazzina al centro di tutta la vicenda. Lo sfortunato protagonista dell'episodio ha già perdonato la sua accusatrice: "Non so perché s'è inventata che l'ho violentata, ma la perdono e la rispetto vista l'età". Per l'uomo l'archiviazione dell'inchiesta rappresenta la fine di un incubo: "Senza l'esame del Dna sarei rimasto in carcere".