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Brescia, in manette la banda delle rapine in villa: tra di loro anche due finanzieri

Due finanzieri sono stati arrestati insieme ad altre sette persone perché accusati di aver compiuto una serie di rapine nelle ville del Bresciano. Nel corso dell’ultimo colpo i due si sarebbero presentati con le loro uniformi, inscenando una finta perquisizione e portando via un bottino di 450mila euro in monete preziose.
A cura di Francesco Loiacono
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Fingersi finanzieri, per inscenare finte perquisizioni e rapinare indisturbati alcune ville del Bresciano, a due dei componenti della banda sgominata da carabinieri e Fiamme gialle veniva particolarmente bene. Perché i due facevano realmente parte della guardia di finanza. Sono finiti anche loro in arresto, insieme ad altri sette indagati, tutti accusati di una serie di colpi messi a segno negli scorsi mesi in provincia di Brescia.

Brescia, in manette la banda delle rapine in villa

Proprio nel corso dell'ultimo, avvenuto la sera del 21 dicembre di due anni fa in una villa di Lumezzane, era emerso il ruolo dei due veri militari. Si erano presentati con le loro uniformi insieme ad altri tre complici, questi in borghese ma con i distinitivi. Presentando un finto mandato di perquisizione avevano di fatto immobilizzato una famiglia, impedendo ai componenti di fare chiamate all'esterno. Poi si erano intascati monete prezione per circa 450mila euro.

Nella banda anche due veri finanzieri

Le indagini condotte dai carabinieri di Gardone Val Trompia con gli uomini del Gico della guardia di finanza di Brescia hanno ricostruito tutta l'organizzazione criminale. Non solo gli autori materiali di quelal rapina ma anche basisti e organizzatori, che offrivano alla banda un capannone, auto con lampeggianti e distintivi delle fiamme gialle. Nove alla fine, come già detto, le ordinanze di custodia cautelare firmate dal giudice per le indagini preliminari di Brescia: sei in carcere e tre ai domiciliari. Ai due militari della finanza – di base a Como – implicati il provvedimento è stato notificato in carcere, dove si trovavano già per altri reati.

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