(Archivio Getty images)
in foto: (Archivio Getty images)

Ignazio Okamoto, conosciuto da tutti come Cito, è morto venerdì mattina all'età di 54 anni. La sua è una vicenda particolare e toccante: Ignazio da 31 anni si trovava in coma, accudito dai genitori nella casa di famiglia a Collebeato, in provincia di Brescia. A raccontare la storia del 54enne è la testata locale "Il Giornale di Brescia". Ignazio era rimasto vittima di un incidente stradale nella notte tra il 19 e il 20 marzo 1988. Il ragazzo, allora appena 23enne, si trovava in auto assieme ad altri quattro amici sull'Autostrada A22 quando la vettura uscì fuori strada. Uno di loro morì sul colpo nell'incidente, mentre altri tre si salvarono. Ignazio rimase gravemente ferito: venne ricoverato in ospedale in coma e i medici non diedero alcuna falsa speranza ai genitori, dicendo che probabilmente il figlio non si sarebbe più ripreso dallo stato vegetativo.

Per 31 anni i genitori di Ignazio si sono presi cura del figlio, in stato vegetativo

Nonostante questa fosca previsione, papà Hector e mamma Marina da allora si sono presi cura del figlio: dopo due anni di ricovero in una struttura sanitaria i genitori avevano deciso di riportare Ignazio a casa, a Collebeato. Il padre Hector, messicano di origini giapponesi, ha lasciato anche il suo lavoro per dedicarsi completamente al figlio. Per 31 anni la famiglia ha sperato che Ignazio si potesse risvegliare, cercando di interpretare positivamente ogni pur minimo segnale, come qualche lacrima versata dal figlio. Le speranze si sono infrante lo scorso venerdì 23 agosto, quando attorno all'ora di pranzo Ignazio è deceduto mettendo fine alla sua esistenza terrena trascorsa per lo più in stato vegetativo, potendo però contare sempre sull'amore dei suoi genitori.