Un uomo di 76 anni, residente sulla sponda bresciana del Lago d'Iseo, è stato condannato a cinque anni dalla Corte d'Appello di Brescia per abusi sessuali sulla nipote, una ragazza che all'epoca dei fatti aveva 17 anni. La vicenda è resa ancora più grave dal fatto che la minorenne soffra di problemi psichici. La sentenza della Corte d'Appello, resa nota dalla testata locale "Bresciaoggi", ha confermato la condanna che era stata inflitta in primo grado a marzo dello scorso anno. I giudici, nonostante il 76enne si sia sempre proclamato innocente, hanno quindi dato ragione alla ragazza. La giovane aveva denunciato gli abusi subiti tra il dicembre 2013 e il maggio dell'anno successivo nell'estate del 2014: aveva scelto come "confessionale" per raccontare gli abusi un bancone del bar. Alla barista, sua conoscente, aveva raccontato che c'era una persona che la molestava e le offriva soldi e ricariche del cellulare in cambio di sesso.

L'uomo ha provato a difendersi dicendo di essere impotente

Solo dopo le insistenze della barista la ragazza aveva rivelato che l'autore delle molestie era il fratello del nonno, all'epoca dei fatti 71enne. Gli abusi sarebbero iniziati sotto forma di palpatine che l'anziano parente pretendeva dalla giovane nipote, e sarebbero culminati anche in rapporti sessuali completi, alcuni dei quali non consensuali come accertato da alcune visite ginecologiche. L'uomo ha provato a difendersi dalle accuse sostenendo anche di essere impotente: ma in casa gli sono stati trovati alcuni farmaci per curare l'impotenza, grazie ai quali sarebbe riuscito a portare a termine i rapporti sessuali. In primo grado alla ragazza erano stati riconosciuti anche 20mila euro a titolo di provvisionale.