La piccola Teodora sta bene, nel suo lettino rosa del reparto di ostetricia è coccolata da famigliari e infermieri. Che non si offendano gli altri, lei ha la storia migliore di tutti i neonati vicini. Ha rischiato di nascere in auto, nel traffico dell’ora di pranzo in via Gattamelata, sotto un sole a picco e tra i clacson impazziti. Se non fosse stato per l’intervento in extremis di due carabinieri, avrebbe visto i primi raggi di luce dal cruscotto dell’utilitaria. Sua madre, una donna di nazionalità romena di 29 anni, alle 12.30 di ieri si trovava in auto con un’amica, una connazionale che vive nel suo stesso paese, a Zibido San Giacomo, alle porte di Milano. Sapevano che il parto sarebbe stato imminente ma non si aspettavano la rottura delle acque proprio lì, in mezzo alla strada bloccata da un muro di auto. Hanno mantenuto la calma, per quanto sia possibile farlo in una situazione del genere. Hanno suonato il clacson più forte degli altri, tentato di sventolare fazzoletti bianchi in segno di emergenza, sbracciato dal finestrino sperando di farsi largo. Niente, nessuno ha capito l’esigenza, anzi forse gli altri hanno pensato a un trucco per saltare la coda.

Scortata in ospedale dai carabinieri

La salvezza della 29enne è arrivata sotto forma di una pattuglia dei carabinieri del nucleo Radiomobile, gli unici ad ascoltare le loro richieste d’aiuto. “La mia amica sta per partorire, aiutateci”, ha spiegato senza troppi giri di parole la conducente dell’auto. “Nessun problema, seguiteci”, ha risposto il militare altrettanto risoluto. Ha attivato la sirena e come per magia si è aperto un varco nel caos. Le hanno scortate, per la precisione fatto da apripista, per circa due chilometri, la distanza per raggiungere l’ospedale più vicino, il Buzzi. La ragazza ha fatto in tempo ad arrivare al pronto soccorso, a sedersi su una carrozzina e ad arrivare in sala parto. Teodora ha avuto la pazienza di resistere ancora qualche minuto prima di venire al mondo.