(immagine di repertorio)
in foto: (immagine di repertorio)

Ha trascorso un anno isolato in una stanza di ospedale di 24 metri quadri, aggrappato a un cuore artificiale in attesa del trapianto di un nuovo organo. Quello vissuto da Davide (nome di fantasia), un bambino di 12 anni, è stato un lockdown nel lockdown. Il piccolo, affetto da una cardiomiopatia derivante dalla malattia di Naxos, rara patologia genetica, è stato ricoverato per 373 giorni in una stanza dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Dopo oltre 20 giorni trascorsi in Terapia intensiva pediatrica i medici avevano deciso di ricorrere al Vad, un sistema di assistenza biventricolare, una sorta di cuore artificiale, che gli è stato impiantato con un successo il 6 luglio del 2019.

I medici lo hanno protetto dalla pandemia di Covid-19

Da allora Davide ha combattuto la sua battaglia isolato nella sua stanza, sopportando le dolorose medicazioni imposte dall'apparecchio. Mentre Davide attendeva un cuore nuovo, fuori dalla sua stanza scoppiava la pandemia di Covid 19, che nell'ospedale in cui era ricoverato ha visto transitare oltre 2.000 pazienti. I medici sono riusciti a proteggerlo dal virus, consentendo al piccolo solo pochissimi contatti col padre, un 37enne che ha rinunciato a tutto per stargli vicino, e con la madre, che quando ha potuto è venuta a trovarla dalla Romania, Paese d'origine del piccolo.

Il trapianto è durato 10 ore

Negli scorsi giorni, finalmente, il trapianto: un cuore nuovo, prelevato dal cardiochirurgo Francesco Innocente e dall’infermiera Maria Berardelli, è stato impiantato al posto di quello artificiale, nel corso di un intervento durato circa 10 ore ed eseguito da un'équipe formata dal responsabile del Centro trapianti di cuore Amedeo Terzi, dai cardiochirurghi Federico Brunelli e Samuele Pentiricci, dalla specializzanda Francesca Papesso, dall’anestesista Moreno Favarato, dai perfusionisti Davide Ghitti e Silvana Crisci, dagli strumentisti Omar Sandrinelli ed Elisabetta Salvi, dagli infermieri Angelo Sechi, Silvia Barachetti, Severine Dormont e Sara Bolazzi, gli operatori sociosanitari Silvia Sibelli, Salvatore Pepe e Maria Zampaglione. Adesso Davide dovrà aspettare ancora pochi giorni per poter finalmente uscire da quella stanza che è stata la sua casa per un anno: le dimissioni, se il decorso post trapianto dovesse procedere bene, sono in programma il 6 luglio, a un anno esatto dall'impianto del cuore artificiale.