Una foto che sa di provocazione e beffa. È quella pubblicata sulle pagine legate a un gruppo ultras del Barcellona, i Boixos Nois, all'indomani della trasferta a Milano per la partita di Champions League con l'Inter. Un nutrito gruppo di tifosi catalani, 62 persone in tutto, era stato portato in Questura e identificati perché trovati in possesso di un arsenale di bastoni, mazze e petardi. Proprio all'interno di una delle camere della dei fermati sarebbe stata scattata una foto, probabilmente con un telefono fatto entrare di nascosto approfittando della confusione.

Foto in Questura con le bandiere: la provocazione degli ultras

I Boixos Nois sono uno storica formazione della tifoseria organizzata blaugrana. Nato negli anni Ottanta come frangia indipendentista e di sinistra, in seguito ha mutato orientamento politico diventando un gruppo di estrema destra, noto in Spagna per le violenze e i frequenti scontri con le autorità. Già nel 2003 il Barcellona aveva vietato la loro presenza allo stadio. Una messa al bando che formalmente prosegue ancora oggi, anche se il gruppo continua a frequentare le partite. Il gruppo di supporter era stato individuato in via Tesio, all'esterno di un bar, e bloccato dagli agenti della polizia, supportati dalla Digos prima potessero entrare in contatto con la tifoseria interista.

Il giallo dello scatto: provocazione o fotomontaggio

Gli ultras catalani si sarebbero però presi una piccola rivincita, scattando la foto all'interno dei locali della Questura con le bandiere, poi condivisa online come fosse un "trofeo". Nell'immagine si vedono una quindicina di persone, una delle quali fa il saluto romano. La Questura di Milano tuttavia nega che la foto sia stata scattata all'interno delle camere e parla di un fotomontaggio, secondo quanto riportato da Il Giorno e Il Corriere della Sera.

Gli scontri scongiurati

Resta il fatto che nella serata di martedì Milano ha rischiato di diventare lo scenario di gravi disordini: basti pensare che i Boixos Nois si erano portati diciotto mazze di legno e quattro chiodate, diciotto bengala, tre artifici pirotecnici, cinque paia di guanti con noccoliera (un rafforzamento interno sulle nocche che se colpisce ad alta velocità, ferisce), un mefisto e un paradenti. L'obiettivo degli ultras arrivati a Milano, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di scatenare scontri e guerriglia. Un piano fallito a causa dell'intervento delle forze dell'ordine, che hanno scongiurato il rischio di gravi disordini.