Ousseynou Sy, l'autista che lo scorso 20 marzo dirottò un autobus con bambini e insegnanti tra Crema e San Donato Milanese e poi diede fuoco al mezzo, deve essere processato con rito immediato. È quanto hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari Tommaso Perna il pubblico ministero Luca Poniz e il procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili. Sy, 47enne con cittadinanza italiana ma di origini senegalesi, è accusato di strage aggravata da finalità terroristiche, sequestro di persona, incendio, resistenza e lesioni ai danni dei 17 bambini che, nel corso della concitata mattinata del 20 marzo, hanno riportato ferite e traumi dovuti allo stress e alla "violenza emotiva". Secondo gli inquirenti l'intenzione di Sy era quella di fare una strage all'aeroporto di Milano Linate, con l'obiettivo di intimidire la popolazione e condizionare le politiche in materia di immigrazione e accoglienza. Come prova decisiva a tal riguardo gli inquirenti citano il video proclama di 37 minuti che Sy caricò sul proprio canale Youtube (anche se non venne mai pubblicato per motivi tecnici), nel quale Sy esaltava il panafricanesimo ed esortava a combattere i governi corrotti e a criticare le politiche europee ritenute di sfruttamento nei confronti dell'Africa. Il video non è mai stato diffuso dagli inquirenti per rischio di emulazione e odio.

Sy ha detto che non voleva far del male a nessuno

Dal canto suo, anche nel corso dell'ultimo interrogatorio che si è svolto nel carcere di San Vittore lo scorso 10 giugno l'autista 47enne ha ribadito che non era sua intenzione fare del male a nessuno, ma il suo voleva essere solo un gesto eclatante per attirare l'attenzione sulle sue idee. Difficile però che l'accusa nei suoi confronti possa cambiare: la decisione del gip appare piuttosto scontata. Sy avrebbe agito da solo, come un "lupo solitario": non sono stati trovati contatti ritenuti sospetti durante le indagini.

Il dirottamento e l'incendio

La mattina del 20 marzo Ousseynou Sy, autista della compagnia di trasporti Autoguidovie, prese in ostaggio due classi della scuola media Vailati, due insegnanti e una bidella e si diresse con il bus verso l'aeroporto di Linate. Sy aveva precedentemente cosparso il mezzo di benzina: sotto la minaccia di un'arma da fuoco poi non individuata e di un coltello (che venne invece trovato), costrinse gli insegnanti a legare i 50 bambini e si fece consegnare i telefonini. Fortunatamente alcuni alunni non consegnarono lo smartphone e riuscirono ad avvertire i genitori e i carabinieri, che intercettarono il bus all'altezza di San Donato Milanese e con prontezza e grande professionalità riuscirono a farlo fermare, a liberare gli ostaggi e ad arrestare il dirottatore.