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Atm, Arrigo Giana nuovo direttore generale: polemiche sulla sua nomina

Arrigo Giana è il nuovo direttore generale dell’Azienda dei trasporti pubblici milanesi. Si tratta di un ritorno: dal 2000 al 2013 aveva già lavorato in Atm. La nomina è stata accolta da molte polemiche. Tra i più critici Patrizia Bedori (M5s): “Un ritorno al passato, gravissimo errore”.
A cura di Francesco Loiacono
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Arrigo Giana è il nuovo direttore generale dell'Azienda dei trasporti pubblici milanesi, Atm. Lo ha deciso il Consiglio d'amministrazione di Atm (da poco insediatosi così come il suo presidente, Luca Bianchi), che si è riunito per scegliere tra i candidati che avevano risposto al bando della società. La nomina di Giana non è una sorpresa: il nome del manager, con un trascorso in Atm dal 2000 al 2013 e reduce da un'esperienza alla Cotral (azienda che gestisce gli autobus extraurbani nel Lazio) era già ampiamente circolato tra i papabili, in quanto uomo di fiducia del sindaco Sala. Tra i primi a riportare i rumors della sua nomina la testata "Affaritaliani.it".

Giana, classe 1966, è stato scelto da Palazzo Marino per via della "solida competenza del settore, sia dal punto di vista tecnico, sia economico-finanziario". Con la sua nomina si chiude ufficialmente l'era di Bruno Rota alla guida di Atm, come presidente e direttore generale. Adesso Rota dal 18 aprile andrà a Roma, a guidare l'azienda di trasporto pubblico della Capitale, l'Atac.

Critiche dalla sinistra e dal Movimento 5 stelle

Rota lascia a Milano non solo gli ottimi risultati per la sua gestione, ma anche le polemiche sul suo successore. Appena insediato, infatti, Giana deve già affrontare le critiche di parte del mondo politico milanese. Basilio Rizzo (Milano in Comune) ha attaccato Giana: "Lo avevano gentilmente accompagnato alla porta da Atm per irregolarità amministrative. Ora Sala e il Pd lo riporta in sella. Il nuovo che avanza. Una scelta sbagliata".

Critici anche Patrizia Bedori e tutti i Cinque stelle: "La nomina di Arrigo Giana quale Direttore Generale di Atm – definita non solo tecnica ma fiduciaria dal sindaco Sala – rappresenta una precisa volontà di tornare al passato, cancellando un periodo di gestione che definire più che positivo per Atm è riduttivo. Il Partito Democratico, appoggiando la scelta di un manager fuoriuscito da Atm a seguito di una transazione, il cui operato è stato sanzionato da Atac, si assume una responsabilità immane nei confronti dei milanesi – scirve la Bedori – Per noi è stato commesso un gravissimo errore. Oggi più che mai ATM, patrimonio di tutti i milanesi, va tutelata con forza, e ci auguriamo di trovare sul punto ampia convergenza non solo da parte di tutte le opposizioni, ma anche di quelle forze politiche esterne al PD che appoggiano l'amministrazione Sala. Non ci si può definire "civici" se non si lotta per tutelare gli interessi dei cittadini rispetto a quelli della partitocrazia".

Ancora più chiaro il dissenso di Paolo Limonta, consigliere comunale di Sinistra per Milano (che fa parte della maggioranza): "Mi limito a osservare che la stessa persona che nel 2013 fu sollevata dal suo incarico in ATM per gravi "mancanze" in materia di trasparenza (mancanze rilevate anche da un rapporto dell'Anac del 2015), oggi è magicamente diventato il massimo esperto di trasporto pubblico a livello mondiale". Per Giana si preannuncia una partenza in salita.

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