“Associazione a delinquere” per i writer stranieri arrestati: sequestrata la loro auto

Il viaggio attraverso l'Europa dei tre writer arrestati martedì a San Donato si è fermato a Milano. Come riferisce il Corriere, mercoledì, al processo per direttissima nei confronti dei due svizzeri di 21 anni e del belga di 25, è stata loro contestata una dura accusa: associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento. Una nuova strategia decisa dal pubblico ministero Elio Remondini e dalla polizia locale di Milano per contrastare un tipo di reati giudicati "di grave allarme sociale", come emerge dal verbale del Nucleo tutela decoro urbano che ha eseguito l'arresto, e per far capire agli stranieri che vengono a Milano a imbrattare vagoni e muri che da ora in poi non se la possono più cavare con una semplice denuncia.
Sequestrata l'auto usata dai writer
Mercoledì l'arresto dei tre è stato convalidato dal giudice nel corso del rito speciale, anche se i tre ragazzi sono poi stati scarcerati. Dovranno però presentarsi in tribunale il prossimo 23 marzo per l'udienza, e non potranno contare sulla loro auto: l'Audi usata per gli spostamenti in tutta Europa è stata infatti sequestrata a scopo conservativo, in previsione di un futuro risarcimento. I tre avevano toccato diverse tappe in quello che sembra un vero e proprio tour dell'imbrattamento: Roma, Barcellona, Berna. Farebbero parte, insieme ad altri ragazzi che hanno preso parte al blitz di San Donato ma non sono ancora stati identificati, di un gruppo di writer denominato Org, Radicali avversari organizzati, nato in Germania e attivo in tutto il Nord Europa. Uno dei tre era già stato denunciato in passato, ma non sapeva nulla del procedimento a suo carico: ulteriore segno di quanto la precedente strategia fosse inefficace nella lotta ai writer.