Daniele Belardinelli
in foto: Daniele Belardinelli

"Cosa vuole che le dica? Aspetto di vederlo faccia a faccia, poi si vedrà". Sono poche parole quelle riferite dalla mamma di Daniele Belardinelli, l'ultras varesino investito e ucciso lo scorso 26 dicembre a Milano durante gli scontri tra le tifoserie di Inter e Napoli. La madre di "Dede", questo il soprannome del 39enne che perse la vita nella notte di Santo Stefano, ha parlato poco dopo l'arresto del presunto investitore del figlio: si tratta del 39enne napoletano Fabio Manduca, che dopo dieci mesi di indagini da parte della Digos coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella e dai pubblici ministeri Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri è finito in manette con l'accusa di omicidio volontario.

Chi è il presunto investitore di Belardinelli, accusato di omicidio volontario

Manduca secondo gli inquirenti era al volante della Renault Kadjar che la sera del 26 dicembre in via Novara, dove si svolsero gli scontri tra ultrà dell'Inter (e di tifoserie gemellate) e del Napoli, investì volontariamente Belardinelli superando le altre auto della carovana dei tifosi partenopei. Il 39enne, che finora negli interrogatori si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere, sarebbe legato al gruppo ultras napoletano dei "Mastiffs" e ha precedenti per reati come furto, truffa e ricettazione. Secondo gli inquirenti il 39enne avrebbe anche dei legami, la cui natura è da chiarire, con dei clan camorristici.

La madre di Belardinelli rompe il silenzio

Con le poche parole rilasciate a Fanpage.it la mamma di Daniele Belardinelli ha rotto un lungo silenzio che durava da alcuni mesi. All'indomani della morte del figlio la donna aveva pubblicato un post su Facebook che era stato molto condiviso: "Leggo che era un delinquente…i telegiornali lo dicono ..i social lo dicono. Ma io sono sua madre. Sono quella che l'ha tenuto tra le braccia con amore e visto crescere…sono quella che lo sgridava per ogni sbaglio ma anche quella che ha avuto i suoi abbracci e i suoi buongiorno al Cell. Daniele era un figlio affettuoso e un uomo generoso.. Daniele era solare e sorridente e non è il figlio che descrivete – aveva scritto Viviana Priester, che aveva poi concluso il suo messaggio con un appello: "Non lo giustifico ma vi chiedo da madre di lasciarlo in pace da adesso in poi. Che riposi in pace e che sia ricordato come io lo ricordo fuori dal mondo del calcio uomo figlio padre marito fratello dolcissimo. Vi prego basta".