A sinistra il tesoriere di Africa Tremila, Matteo Ravasio. A destra i coniugi Carlo Spini, presidente della ong, e Gabriella Vigiani
in foto: A sinistra il tesoriere di Africa Tremila, Matteo Ravasio. A destra i coniugi Carlo Spini, presidente della ong, e Gabriella Vigiani

Sono increduli i consiglieri della onlus Africa Tremila Romina Russo e Roberto Spagnolo. La morte del presidente dell'associazione bergamasca, il dottor Carlo Spini, della moglie Gabriella Vigiani e del tesoriere della ong Matteo Ravasio, ha lasciato nel dolore la città di Bergamo e tutti colori i quali lavoravano con i tre considerati generosi e altruisti. Partiti venerdì per raggiungere il Sud Sudan dove avrebbero inaugurato una struttura ospedaliera realizzata proprio dalla onlus, i tre sono morti insieme con gli altri passeggeri del Boeing 737 della Ethiopian Airlines precipitato in Etiopia poco dopo il decollo domenica mattina. "Noi facciamo progetti umanitari principalmente in Africa – ci ha raccontato Romina Russo – abbiamo terminato da poco un ospedale a Juba, nel Sudan del Sud. E loro erano diretti proprio lì perché erano arrivate le attrezzature mediche e avrebbero così inaugurato la struttura intorno al 20 marzo".

Mio marito era una persona che amava tanto gli altri: era spesso in Africa

Un impegno costante quello dei tre, che dedicavano con generosità il loro tempo ai numerosi progetti umanitari dell'associazione. A partire dal dottor Carlo Spini e dalla moglie Gabriella, infermiera, i due entrambi 74enni e in pensione si accompagnavano spesso nei loro viaggi proprio all'amico e consigliere Matteo Ravasio. L'uomo, commercialista e libero professionista di 52 anni aveva salutato sabato mattina la moglie Manuela e la figlia di soli tre anni, Camilla, nella loro casa di Bergamo prima di partire per illungo viaggio: "Mio marito era una persona che amava tanto gli altri – il ricordo della moglie di Matteo Ravasio – teneva davvero molto all’associazione benefica della quale faceva parte. Andava spesso in Africa a portare un aiuto e un po’ di bontà, in un mondo che non conosce la generosità".