I soccorritori sul luogo dello schianto del Boeing 737 in Etiopia
in foto: I soccorritori sul luogo dello schianto del Boeing 737 in Etiopia

Ci sono anche tre volontari tra le otto vittime italiane dello schianto del Boeing 737 della Ethiopian Airlines precipitato questa mattina in Etiopia. Si tratta di due uomini e una donna membri della onlus Africa Tremila, associazione di Bergamo che opera proprio nei paesi di quell'area. Ancora non si conosce la loro identità, si attende dunque che la Farnesina avvisi le famiglie in modo da poter ufficializzare e rendere noti i nomi delle vittime. Ma stando a quanto si apprende si tratterebbe del presidente della ong e la moglie, residenti entrambi in Toscana, e un commercialista di Bergamo. I tre, insieme ad altri volontari e delegati di ong internazionali, si stavano dirigendo a Nairobi, in Kenya, dove domani si sarebbe tenuta l'Assemblea delle Nazioni Unite sull'ambiente. L'aereo partito da Addis Abeba e diretto nella capitale del Kenya aveva a bordo 157 tra passeggeri, 149, e membri dell'equipaggio (8): il ministro dei Trasporti ha dichiarato che non ci sono superstiti. Tra di loro ci sarebbero 32 keniani, 17 etiopi, 8 cinesi, 7 britannici, un belga e appunto 8 italiani.

Lunedì a Nairobi l'Assemblea dell'Onu sull'ambiente: molti i membri di ong a bordo del volo

A Roma, intanto, continuano i contatti tra l'ambasciatore italiano in Etiopia e la Farnesina. La tratta aerea tra Addis Abeba e Nairobi è spesso utilizzata da tantissimi italiani, che per raggiunge il Kenya fanno scalo nella capitale etiope. Secondo le prime valutazioni della compagnia aerea, lo schianto sarebbe avvenuto 6 minuti dopo il decollo, a una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope, vicino alla cittadina di Bishoftu, conosciuta anche con il nome di Ada risalente alla colonizzazione italiana. Al momento la causa dell'incidente non è ancora chiara. Stando alle prime informazioni però il Boeing era nuovo: era stato infatti consegnato alla compagnia aerea a metà novembre. Si sarebbe trattato dunque di un'anomalia tecnica, una difficoltà pervenuta subito dopo il decollo che avrebbe causato lo schianto dell'aereo.