"Non do nessuna colpa a mio marito, lui ha fatto tutto quello che poteva". Francesca Ongaro è stretta nel suo dolore nel giorno dei funerali della figlia Marzia, morta a soli 15 anni nello schianto dell'aereo da turismo pilotato dal marito Stefano Mecca, avvenuto sabato a Orio al Serio in provincia di Bergamo. L'uomo è rimasto ferito gravemente insieme alle altre due figlie, la gemella di Marzia, e la maggiore, di 18 anni e si trova ora ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano dove è giunto in condizioni disperate: i medici hanno registrato nelle ultime ore un leggero miglioramento che potrebbe far sperare in esiti positivi.

Intanto ieri è stato celebrato il funerale della quindicenne nella chiesa parrocchiale di Fiorano al Serio. Tanti tra amici e parenti hanno voluto rendere omaggio a Marzia, sul cui feretro sono state poggiate rose bianche. "Marzia dice a voi ragazzi: fate della vostra vita una bella storia", le parole del parroco, don Gimmi Rizzi, durante l'omelia. Mentre continuano le indagini per far chiarezza sullo schianto e su cosa sia accaduto in quei minuti che hanno preceduto la caduta dell'aereo: secondo quanto emerso dalla registrazione audio tra Stefano Mecca e la torre di controllo dell'aeroporto di Orio al Serio, l'uomo avrebbe riferito di avere un problema "ma non c'è emergenza": l'audio è stato acquisito dalla Procura della Repubblica di Bergamo. Nella registrazione si sente chiaramente il personale della torre di controllo di Orio chiedere al pilota se ritiene necessario far scattare l'emergenza e avviare le procedure per l'atterraggio sulla pista principale dello scalo internazionale: è qui che Mecca risponde che non è necessario attivare la procedura scegliendo così di dirigersi verso la vicina pista dell'aeroclub dove poi è precipitato.