Veronica Cadei
in foto: Veronica Cadei

La conferma arriva da una nota della regione Lombardia: la 16enne finita in ospedale la scorsa settimana a Villongo è stata colpita dal batterio meningococco di tipo C, lo stesso contratto da Veronica Cadei, la 19enne morta a causa di "un'infezione generalizzata fulminante non prevedibile". Secondo quanto spiegato dal direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, Gianmarco Trivelli, "il batterio all'origine dell'infezione era proprio il meningococco di tipo C". Il paese è lo stesso, quello di Villongo, nella Bergamasca. Per questo la Regione ha annunciato non solo vaccinazioni gratuite per i familiari, i compagni di classe e i compagni di corso delle due ragazze coinvolte, ma una profilassi precauzionale per oltre 400 persone. "In entrambi i casi si tratta di meningococco di tipo C – ha spiegato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera – ma per stabilire eventuali correlazioni è necessario identificare il genoma del batterio. Le analisi sono in corso a cura del Policlinico di Milano, in collaborazione con l'Istituto superiore di Sanità".

Lunedì alle 14.30 i funerali di Veronica, morta a 19 anni

Intanto si terranno quest'oggi alle 14.30 proprio a Villongo, i funerali di Veronica, alla presenza di familiari e amici. La giovane frequentava il primo anno di Scienze matematiche fisiche e naturali. Era proprio all'interno dell'ateneo bresciano quando ha iniziato a sentirsi male e ha chiesto a un amico di accompagnarla al pronto soccorso. Le sue condizioni, che inizialmente non parevano gravi, sono poi peggiorate di colpo. "Mi ha scritto la sera un messaggio per ringraziarmi e dirmi che l’avevano trattenuta per degli esami. Io le ho chiesto di farmi sapere. Non c’è stata più una risposta", ha raccontato l'amico che si trovava con lei. Per la morte di Veronica sono indagati per omicidio colposo sette dei medici che l'hanno presa in cura. Si tratta di due medici in servizio al Pronto Soccorso, due cardiologi, una dottoressa del reparto Malattie Infettive, un dottore del reparto di Emodinamica e uno di Rianimazione. L'iscrizione nel registro degli indagati, ha spiegato la procura bresciana, è un atto dovuto per consentire la nomina dei periti di parte per gli esami autoptici.