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Varese, morto in un incidente il frate Giorgio Bonati: una vita dedicata ad aprirsi agli altri

Il sacerdote è deceduto mentre tornava a Varese dopo aver tenuto una conferenza in un incidente stradale in provincia di Alessandria. Il 55enne aveva dedicato la sua vita ad aprirsi agli altri e ad aiutare la comunicazione tra le persone, in particolare tramite la musica e la canzone.
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A cura di Valerio Renzi
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Giorgio Bonati, frate cappuccino di 55 anni, è morto nella serata di ieri – venerdì 15 novembre – in un incidente stradale in provincia di Alessandria. Entrato in seminario nel 1992, dal 2014 risiedeva nella comunità di Frati Cappuccini di viale Borri a Varese. Aveva lasciato i suoi confratelli, come spesso capitava, per tenere un incontro pubblico dal titolo  “Abbi cura di me”. La sua attività di sacerdote era infatti da molti anni dedicata a incontri con fedeli e non incentrato sul reciproco ascolto e la musica.

Morto Frate Giorgio Bonati, il ricordo dei confratelli:

Prima del suo arrivo a Varese era stato parte della Fraternità Romena di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo. Sul sito della Fraternità un ricordo commosso del sacerdote: "Non sappiamo neanche come scriverlo. Fra Giorgio Bonati, il nostro fra Giorgio, è morto nel tardo pomeriggio di venerdì. Fatale è stato un incidente stradale avvenuto in Piemonte, non lontano da Torino. Giorgio era un fratello vero, sempre capace di accoglierti con una cura un calore speciale, e nel quale potevi sempre rifugiarti: i suoi abbracci infiniti toccavano l’anima. Frate cappuccino, viveva e operava presso il convento dei cappuccini di Varese in stretta connessione di cuore con Romena. Amava la nostra Fraternità, dove aveva vissuto per tre anni, stabilendo rapporti così profondi e veri che si sono mantenuti ache quando si era poi spostato in Lombardia. E nelle attività che organizzava sia a Varese che nel bergamasco, da cui proveniva, che in tutti gli altri luoghi dove lo chiamavano a parlare, creava atmosfere calde, vive profonde, in sintonia con la nostra Fraternità e con don Luigi, di cui era grandissimo amico".

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