Sono accusati di aver sequestrato, picchiato e torturato uno studente di quindici anni lo scorso 9 novembre a Varese. Quattro minorenni tra i quindici e i sedici anni, tre italiani e uno di origini ivoriane, sono stati rinviati a giudizio per sequestro di persona, violenza privata, rapina, lesioni e anche per il reato di tortura, "di recente introduzione nel nostro sistema normativo, alla luce del verificato e comprensibile trauma psichico cagionato nella giovane vittima". I giovani sotto accusa, che frequentano le scuole di Varese, a novembre erano stati portati nel carcere minorile Beccaria di Milano.

Tre ore di torture per un debito di 40 euro

L'incubo del quindicenne è durato più di tre ore: dopo essere stato sequestrato, è stato legato dentro un garage, picchiato e minacciato dai quattro coetanei che volevano informazioni su un suo amico, che stavano cercando per fargli saldare un debito di droga di 40 euro. Il ragazzo però non ha voluto rivelare dove si trovasse e per questo sono iniziate le torture: legato con dei fili elettrici, è stato colpito sui piedi con una spranga di metallo, minacciato con un bastone chiodato gli è stato strappato un orecchino e puntato un coltello alla gola. I quattro rapitori sono arrivati al punto di minacciarlo di portare un pitbull nel garage per farlo sbranare. Prima di liberarlo, gli aguzzini lo avevano minacciato: "Se racconti quello che è successo facciamo del male al tuo fratellino".  Pur sotto shock, con difficoltà a parlare e provato dalle botte subite, il ragazzino è riuscito a raccontare tutto ai suoi genitori, che sono andati a sporgere denuncia alla Questura di Varese. Gli agenti della squadra mobile hanno avviato le indagini e in breve sono arrivati all'arresto dei quattro minorenni.