Medo e Buya, i due orsi salvati in Valtellina
in foto: Medo e Buya, i due orsi salvati in Valtellina

Medo e Buya, due orsi bruni, hanno iniziato la loro seconda vita a 16 e 15 anni. Entrambi si trovavano in Bulgaria, allevati in condizioni non consone per il loro benessere. Dopo un iter molto lungo e tutti i necessari adempimenti adesso i due plantigradi, anche grazie al lavoro di alcune associazioni come "Bears in mind" e "Salviamo gli orsi della luna", si trovano all'Osservatorio eco-faunistico di Aprica, in Valtellina, "coccolati" dai due padroni di casa: il biologo naturalista Bernardo Pedroni e sua moglie, Luisa Meregalli. "Buya, una bellissima orsetta di 130-140 chili, era allevata in un allevamento abusivo insieme ad altri esemplari", ha raccontato Pedroni a Simone Giancristofaro, giornalista di Fanpage.it che ha visitato l'Osservatorio. "Venivano allevati in box in cemento molto piccoli", spiega il biologo naturalista che sottolinea il triste destino a cui tutti gli orsi che si trovavano assieme a Buya sarebbero andati incontro: essere uccisi dai cacciatori. Medo, un esemplare maschio da 250 chili, era stato invece venduto a un circo itinerante che faceva speettacoli abusivi: sarebbe rimasto per tutta la vita in un carrozzone di pochi metri quadrati se il governo bulgaro non fosse intervenuto e non avesse sequestrato l'animale, così come avvenuto con Buya.

Speriamo che gli orsi dimentichino il loro triste passato

I due plantigradi si sono ritrovati all'Aprica, nel parco faunistico recintato fondato da Pedroni nel 1997 e gestito in collaborazione con la Regione Lombardia, il Comune di Aprica e la Provincia di Sondrio. Il loro primo incontro non è stato dei migliori: "L'altro giorno il maschio è andato nella grotta della femmina ad annusarla e lei gli ha dato subito un bello sberlone facendogli capire chi comanda", ha confidato Pedroni. I due orsi sono nella loro nuova casa da agosto e per il momento, in attesa che si completi il processo di adattamento al nuovo ambiente, vengono fatti uscire dalle rispettive grotte in maniera alternata. Presto però saranno fatti uscire contemporaneamente, sotto il controllo dei veterinari: "Speriamo che si accettino e passino il resto della loro vita in un ambiente più sereno e speriamo che dimentichino il loro triste passato".