Bettino Craxi (Archivio Lapresse)
in foto: Bettino Craxi (Archivio Lapresse)

Litigi, urla, consiglieri che lasciano l'aula indignati. Uno scontro totale per decidere… di non decidere. Il dibattito in consiglio comunale a Milano sull’intitolazione di una via (o di una targa) a Bettino Craxi ha visto toni particolarmente accesi, sopratutto tra il Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Il consigliere M5s Gianluca Corrado ha affermato che Craxi è stato condannato per corruzione e che "ha movimentato 150 miliardi di lire a titolo personale". In risposta Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha abbandonato l'aula gridando al collega di "sciacquarsi la bocca quando parla di Craxi".

A Palazzo Marino due mozioni per intitolare una via

In questo clima non sono state votate, ma rinviate a data da destinarsi, le due mozioni una presentata da Matteo Forte e l'altra di Forza Italia, per l'intitolazione di una via all'ex segretario socialista nel ventennale della morte. Alla mozione di Forte è stato oggi presentato un emendamento del consigliere Manfredi Palmeri per, anziché intitolare una via, "apporre una targa in un luogo riconoscibile della città con riferimento alla sua dimensione pubblica (istituzionale e politica) e non a quella privata (personale e familiare), richiamando l'essere stato ‘Bettino Craxi il primo Presidente del Consiglio dei Ministri milanese'". Anche questa soluzione di compromesso non ha trovato consensi sufficienti ed è stata rimandata a "quando ci sarà un clima più disteso", ha spiegato Forte.

Il Pd chiede al sindaco di trovare una soluzione

Il Partito democratico si è schierato contro l'intitolazione di una via a Craxi. Il capogruppo dem in consiglio comunale, Filippo Barberis, si è dichiarato invece favorevole a "individuare altri segni più sobri e meno divisivi. Riteniamo che sia una valutazione nella disponibilità della giunta". La palla passa quindi al sindaco Sala e alla giunta, a cui viene chiesto di trovare una soluzione. In mattinata il primo cittadino aveva detto che "non si risolve in una discussione in Consiglio comunale la memoria e il lascito politico di Craxi" ma "parlare di Craxi è necessario anche perché a lui è associata una parola come socialismo che è un po’ scomparsa dal nostro lessico. Invece è importante recuperare questa riflessione".