Il finanziere milanese Alessandro Proto è stato arrestato dai militari della guardia di finanza di Como con l'accusa di truffa pluriaggravata ai danni di una donna con gravi problemi fisici e psichici: alla vittima avrebbe sottratto in più riprese 130mila euro, denaro che poi ha investito su siti di gioco on line. I suoi conti e alcuni prelievi effettuati in contanti in uffici postali di Como, tra i quali quello del Palazzo di Giustizia, erano finiti nel mirino dei finanzieri. Poi era arrivata la denuncia di una truffa messa a segno da Proto ai danni della donna, di cui è accusato di aver sfruttato le condizioni critiche di salute. Le indagini hanno accertato che la donna inizialmente aveva dato al finanziere 900 euro, poi ha continuato a effettuare altri versamenti, fino ad arrivare a 130mila euro.

Il finanziere già noto per truffe e violazioni finanziarie

Non è la prima volta che Proto, 44 anni, residente in Svizzera, fa parlare di sé per problemi con la giustizia. Il finanziere infatti ha precedenti penali per truffa e violazioni finanziarie. I militari delle Fiamme Gialle ricordano che era "già noto alla ribalta della stampa nazionale ed estera per aver millantato affari immobiliari con personaggi di fama mondiale e tentativi di scalate ad imprese di primo piano". Nel 2013 Proto era stato indagato dalla Procura di Milano e poi arrestato per manipolazione del mercato ed ostacolo alle attività degli Organi di vigilanza.

Tutte le invenzioni del "re dei truffatori"

Passato alle cronache come il re dei truffatori, Proto ha raggiunto negli anni la notorietà grazie a una serie di bufale e notizie false diffuse su giornali e tv. Tra le sue "invenzioni", quella di essere stato l'intermediario della vendita di una villa a calciatori come Leo Messi e Carlos Tevez, ma anche a Brad Pitt e Madonna. Ha sostenuto di essere il vero ispiratore del bestseller Cinquanta sfumature di grigio, ma anche di un film di Martin Scorsese. Ha raccontato di aver avuto storie d'amore con alcune delle showgirl più belle del mondo. Negli anni è finito anche nel mirino della Consob per le false e manipolazioni del mercato in merito a operazioni, poi rivelatesi fittizie, su colossi come Rcs, Mediaset, Tod's, Fonsai.