L’imprenditore Claudio Giacobazzi, trovato morto in un hotel
in foto: L’imprenditore Claudio Giacobazzi, trovato morto in un hotel

Il cadavere dell'imprenditore Claudio Giacobazzi è stato trovato lunedì pomeriggio in una camera d'hotel a Reggio Emilia. A rendere nota la notizia è stata l'edizione locale del "Resto del Carlino". Il nome di Giacobazzi, 65enne, è legato a Milano in quanto l'uomo era sotto inchiesta da parte della procura del capoluogo lombardo. L'accusa per il 65enne, che era amministratore delegato di una società attiva nella vendita di diamanti a fini di investimento, era quella di aver venduto delle pietre preziose a un prezzo superiore a quello reale. Proprio quest'inchiesta e la pressione che ne è derivata potrebbero avere a che fare con la morte dell'imprenditore: il cadavere di Giacobazzi è stato infatti trovato sul letto con un sacchetto di plastica intorno alla testa. Una delle ipotesi sul suo decesso è che l'uomo si sia suicidato. I suoi legali hanno confermato che le vicende giudiziarie in cui il 65enne era coinvolto "lo avevano molto provato", anche perché Giacobazzi si era sempre professato innocente. La stanza in cui è stato trovato il corpo, in un hotel non lontano dal casello dell'Autostrada A1, è stata posta sotto sequestro dalla locale procura, che ha disposto l'autopsia sul corpo per accertare la causa della morte. Nella camera sarebbe stato comunque trovato un biglietto d'addio.

La società di Giacobazzi aveva sede a Milano

Claudio Giacobazzi era residente a Vezzano sul Crostolo, nel Reggiano, ma era milanese d'adozione. Proprio nel capoluogo lombardo, in piazza della Repubblica, aveva sede la società di cui era amministratore delegato, la Intermarket Diamond Business. Secondo quanto aveva rivelato alcuni giorni fa il "Corriere della sera", l'azienda di Giacobazzi era finita coinvolta in una seconda inchiesta su presunti trasferimenti sospetti di quote societarie della Idb appartenute fino al 2017, anno del loro decesso, alla fondatrice Antinea Massetti De Rico e a suo marito. Nell'ambito di questo secondo filone d'inchiesta erano stati disposti sequestri milionari, che probabilmente hanno influito sulla condizione psicologica in cui era scivolato il 65enne.