Troppi incidenti in bici: cosa ha detto il capo dei vigili alle società che consegnano pasti a domicilio

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Foto dal gruppo Deliverance Milano (Facebook)
A Milano la bici è un mezzo di trasporto sempre più utilizzato, anche per lavoro. Il comandante della polizia locale ha incontrato i rappresentanti di alcune aziende che consegnano beni e pasti a domicilio in città, nell’ottica di sensibilizzare i loro collaboratori. Ma in alcuni casi i fattorini-ciclisti denunciano che sono proprio le aziende a difettare sul fronte della sicurezza: non tutti hanno infatti una copertura assicurativa adeguata.

Nel 2017 a Milano sono stati oltre 1.100 gli incidenti nei quali sono rimasti coinvolti ciclisti. A parte i (tanti) casi in cui la responsabilità non è di chi pedala,  sul fronte degli amanti delle due ruote spesso gli incidenti sono causati dalla distrazione, a volte favorita dall’uso purtroppo diffuso di cuffie per ascoltare la musica o di telefoni cellulari mentre si guida. Tra i comportamenti più a rischio ci sono anche la guida contromano e il mancato rispetto della segnaletica, come i segnali di stop, precedenza o il semaforo rosso. Oltre a chi utilizza la bici per i suoi spostamenti quotidiani, in città, in parallelo all'incremento della cosiddetta "gig economy" e dei servizi di consegna a domicilio dei pasti, è aumentato anche il numero di chi usa la bici per lavoro (e non solo per andare a lavoro).

L'incontro tra polizia locale e aziende di delivery

Motivo per cui il comandante della polizia locale, Marco Ciacci, ha voluto incontrare i rappresentanti delle diverse società che utilizzano a livello professionale la bicicletta per il trasporto e la consegna di beni – non solo pasti – a domicilio in città. Alla riunione, che si è tenuta questa mattina, erano presenti tra gli altri delegati delle aziende Foodora, Nexive, Justeat, Glovo, Uber Eats e Deliveroo. Il comandante Ciacci ha voluto sensibilizzare gli operatori del settore sui comportamenti virtuosi per prevenire incidenti e le loro conseguenze sulle persone che utilizzano la bicicletta, in questo caso anche come strumento di lavoro: "La bicicletta consente una mobilità sostenibile e sta diventando sempre di più il mezzo privilegiato per spostarsi nelle strade del centro cittadino, secondo solo al mezzo di trasporto pubblico – ha spiegato Ciacci – Se da una parte il suo utilizzo porta a grandi benefici, occorre non abbassare la guardia di fronte ai rischi derivanti da comportamenti scorretti alla guida. Sono purtroppo ancora moltissimi i ciclisti – ha aggiunto il comandante dei "ghisa" – che non rispettano le norme di sicurezza. Essere visibili, specialmente nelle ore serali e notturne, tramite corpetti rifrangenti, e indossare il casco protettivo rappresentano sicuramente comportamenti virtuosi. È importante inoltre che sulle biciclette siano presenti e tenuti efficienti luci anteriori e posteriori, catadiottri e campanello".

La voce dei fattorini-ciclisti: Più diritti e copertura assicurativa totale

Palazzo Marino sottolinea che le aziende presenti hanno risposto positivamente all’appello del comandante, dichiarandosi disponibili a sensibilizzare ulteriormente i loro collaboratori o dipendenti sul tema della sicurezza in strada. C'è da dire però che alcune delle stesse aziende sono accusate dai loro collaboratori di non fare abbastanza sul tema della prevenzione degli infortuni e della loro tutela. Motivo per cui ieri alcuni lavoratori delle aziende Deliveroo, Glovo, Foodora, Ubereats e JUST EATItalia, che a Milano si ritrovano nel gruppo Deliverance Milano, hanno inscenato una protesta davanti ad alcuni ristoranti nel centro della città (altre manifestazioni analoghe si sono tenute in altre città italiane). Oltre alle modalità di retribuzione (i ciclisti-fattorini protestano contro la bassa retribuzione e il passaggio da una paga fissa oraria a una retribuzione a cottimo), tra le recriminazioni dei lavoratori c'è anche la richiesta di una copertura assicurativa totale sugli infortuni. Segno che, oltre che dai ciclisti, in questo senso c'è molto da fare anche da parte delle aziende.

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