Ogni giorno interventi per cercatori di funghi in difficoltà, con conseguente dispendio di risorse, come elicotteri, ambulanze e mezzi speciali, e impegno di medici, infermieri e soccorritori per ore. Lo denuncia il Soccorso alpino e speleologico della Lombardia, che ha visto aumentare gli incidenti a persone che si avventurano in montagna in cerca di funghi, non sempre con le dovute precauzioni. L'appello: "Nello zaino mettete anche la prudenza".

Soccorso alpino Lombardia: Ogni giorno interventi per cercatori di funghi, serve buon senso

"Il soccorso sanitario è dovuto a tutte le persone che ne hanno bisogno, ma in diversi casi si può evitare di arrivare al punto di dover chiedere aiuto, se si è attenti a quello che si fa e ci si pensa prima", spiega il Cnsas Lombardia facendo appello al buon senso e alle buone pratiche: "Vestitevi tenendo conto degli sbalzi di temperatura e della pioggia, consultate le previsioni del tempo, mettete scarpe o scarponi con una buona presa sul terreno, dite dove andate e cercate di capire se siete in grado di rientrare in tempi ragionevoli e se le vostre forze vi sostengono anche per il ritorno".

Soccorse persone in difficoltà in Valsassina e nella Bergamasca

Il Soccorso alpino ha quindi ricordato alcuni degli interventi delle ultime ore per soccorrere cercatori di funghi in difficoltà che si sarebbero potuti evitare con un po' di attenzione e buon senso in più. Il 20 agosto in Valsassina, nel Lecchese, in località Bindo, a 1200 metri di quota, un cercatore di funghi di Lecco, 65 anni, ha chiesto aiuto perché era sfinito e non ce la faceva più a proseguire. Era con un amico, anche lui molto stanco. I due non conoscevano bene il posto e quindi non sapevano dare indicazioni precise sul luogo in cui si trovavano. Sono partite le squadre di Premana e Barzio della Valsassina Valvarrone, XIX Lariana del Cnsas, con una quindicina di tecnici. Li hanno localizzati, raggiunti e hanno accertato che l’uomo non riusciva più a rientrare da solo, aveva anche dolore a una gamba. Lo hanno imbarellato e con il contrappeso sono risaliti fino alla strada sterrata che arriva da Crandola. Infine lo hanno portato all’ambulanza.

Nello stesso pomeriggio nei boschi sopra Branzi (Bergamo) una donna del posto, di 56 anni ha chiamato i soccorsi perché le faceva male un ginocchio e non riusciva più a tornare a casa. Era uscita da sola in cerca di funghi ma si è procurata una sospetta distorsione. Le squadre della VI Orobica Cnsas, dodici tecnici compreso un sanitario, sono partite verso le 16:40 e l’intervento è terminato poco dopo le 19:30. L’hanno raggiunta, percorrendo un dislivello di circa 400 metri, l’hanno imbarellata e portata all’ambulanza.