Terrorismo, espulso tunisino residente in Brianza. Alfano: “Disposto al martirio”

Un cittadino tunisino di 38 anni, Kamel Ben Hamida, residente fino a qualche giorno fa tra Carnate e Usmate, in provincia di Monza e Brianza, è stato espulso martedì dal nostro Paese perché sospettato di essere disposto a compiere azioni terroristiche in Italia. L'uomo era stato sposato con una donna italiana da cui aveva avuto due figli. Dopo essersi separato, aveva iniziato a nutrire dell'odio per l'ex consorte, che secondo quanto hanno accertato gli uomini della Digos che hanno condotto attività di sorveglianza sul tunisino era pronta a uccidere, pur di non permetterle di far convertire i suoi due figli al Cristianesimo.
L'odio verso l'ex moglie e l'Occidente
Oltre alla donna, il 38enne odiava con ferocia l'Occidente e l'Italia, Paese che l'aveva accolto da tempo. L'uomo, secondo quanto riportato dal Corriere, aveva frequentato negli anni prima il centro islamico di viale Jenner a Milano, poi quello di Monza dal quale era stato allontanato proprio a causa dei suoi continui elogi all'Isis. Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che ha firmato il decreto d'espulsione nei suoi confronti, il tunisino era pronto a un'azione eclatante: il martirio, pur di punire il nostro Paese. Per queste sue intenzioni, captate online in chat e social network frequentati dal tunisino (che aveva regolare permesso di soggiorno), l'uomo è stato allontanato dal nostro Paese: "Sono sessanta le espulsioni eseguite dalla fine del mese di dicembre – ha affermato il ministro Alfano -. Noi garantiamo la libertà di culto e tuteliamo chi intende professarla, ma espelliamo chi non rispetta le leggi del Paese che lo ospita e in cui vive".