Tentato suicidio nel carcere minorile Beccaria di Milano: 17enne si impicca con le lenzuola

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Un ragazzo di 17 anni ha cercato di suicidarsi nel carcere minorile Beccaria di Milano. Provvidenziale l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria, che hanno salvato il ragazzo. Il 17enne, affetto da problemi psichiatrici, si era impiccato con le lenzuola.

Tentato suicidio questa mattina nel carcere minorile Beccaria di Milano. Secondo quanto ha reso noto il Sinappe (Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria), un ragazzo di appena 17 anni ha cercato di togliersi la vita impiccandosi con le lenzuola. Il 17enne, originario del Gambia e affetto da problemi psichiatrici, era recluso nel penitenziario minorile per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. A salvarlo è stato il provvidenziale intervento degli agenti della polizia penitenziaria, cui è andato il plauso del sindacato: "Attestazioni di compiacimento vanno al personale di Polizia Penitenziaria che, nonostante tutte le criticità e precarietà in essere, hanno evitato un ulteriore dramma nelle carceri italiane, con professionalità e zelo – ha affermato Pasquale Baiano, coordinatore nazionale Sinappe per la giustizia minorile, che ha poi aggiunto:- è ora di dire basta: sono situazioni che urgono di serie riflessioni da parte degli Organi di competenza, in quanto la Polizia Penitenziaria si ritrova spesso ad interfacciarsi con la gestione di soggetti con problematiche psichiatriche".

I sindacati: Occorre personale dedicato per i detenuti più fragili

Un punto sottolineato anche da Calogero Lo Presti, coordinatore della Funzione pubblica per la Cgil Lombardia: "Tra i giovani detenuti ci sono soggetti fragili, con problemi di salute mentale, a cui occorre personale dedicato. Sedi dedicate. Non si può sperare nella buona sorte o lasciare alla responsabilità degli agenti penitenziari la loro vita", ha affermato all'Ansa. Anche il 17enne che ha tentato il suicidio questa mattina era un soggetto a rischio: "Ha problemi di salute mentale, continua a fuggire dalla comunità dove è in cura e per questo viene riportato ogni volta in carcere ma non lo regge e da qui, probabilmente, la decisione del suo gesto estremo, per fortuna fallito", ha detto Lo Presti. Il segretario regionale lombardo del Sinappe, Giuseppe Merola, ha concluso: "È opportuno intensificare i presidi specialistici all'interno delle strutture penitenziarie al fine di monitorare ed attenzionare una gestione sempre più ardua per il personale ivi operante".

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