Il sindaco di Induno Olona Marco Cavallin è indagato per abuso di ufficio e omessa denuncia, nell'ambito di un'inchiesta per tangenti da oltre 100 mila euro che ha portato all'arresto di un geometra dello stesso comune del Varesotto e di due imprenditori. È stato lo stesso primo cittadino a darne notizia con un post su Facebook.

L'annuncio del sindaco: Sono indagato per abuso d'ufficio, dimostrerò la mia innocenza

"Ieri ho appreso che, nell’ambito del procedimento penale che come è noto ha interessato il nostro Comune, al sottoscritto in qualità di sindaco, vengono mosse alcune contestazioni riguardanti abuso d’ufficio e omessa denuncia. Fin d’ora posso dire di essere pienamente e totalmente estraneo a qualsiasi responsabilità: sono sereno e convinto di questo, e pronto a dimostrarlo", ha scritto Cavallin sul suo profilo social. "Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e proprio per rispetto nei confronti degli inquirenti, non posso entrare nel merito della vicenda, peraltro a me nota per tratti del tutto minimali, in ragione del segreto istruttorio che per legge copre l’indagine e della sinteticità degli atti che mi sono stati notificati". Il sindaco si è poi detto "molto preoccupato" e "sgomento" per "il danno economico che la collettività indunese sembrerebbe avere subito da queste condotte illecite". Infine ha spiegato che "il segretario comunale, responsabile anticorruzione, adotterà tutte le misure di legge, nei confronti dei dipendenti coinvolti".

Tangenti da centomila euro a Induno Olona: tre arresti e ventisei indagati

Nella giornata dell'11 novembre la guardia di finanza ha arrestato due imprenditori e un geometra del settore manutenzione del Comune di Induno Olona. Due di questi sono finiti in carcere e uno ai domiciliari. Sono accusati di corruzione, peculato, riciclaggio, reati in materia di appalti, fatture false e truffa ai danni del bilancio comunale. A quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Varese, il dipendente pubblico avrebbe agevolato i due imprenditori ad ottenere appalti diretti, in cambio di denaro contante e altri beni e utilità, per un totale di circa 110 mila euro. Sono in totale 26 le persone indagate e 44 le perquisizioni eseguite dalle fiamme gialle.